Da una parte il forte rimbalzo fatto registrare da tutte le economie nel corso del terzo trimestre, in molti casi superiore alle previsioni degli analisti; dall’altra i timori che la seconda ondata di pandemia possa ricacciare i Paesi (soprattutto quelli europei) in recessione. È uno scenario complicato quello con cui si trovano a fare i conti gli investitori
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Scenario da decifrare
In situazioni come questa, la tentazione di togliere i soldi dal tavolo – in attesa che lo scenario di fondo si chiarisca – è forte, ma cedervi potrebbe voler dire perdere importanti opportunità di rendimento. Come si è visto in primavera, quando a una prima fase di correzione, le Borse hanno reagito con pronti rialzi, arrivando in diversi casi addirittura a far segnare nuovi record storici. Alla ricerca di nuove strade
I tassi di interesse ai minimi e gli scarsi rendimenti offerti dai tradizionali segmenti obbligazionari governativi spingono molti investitori a cercare fonti alternative di rendimento. Tra queste, vi sono i titoli “high yield”, cioè quelli emessi da aziende che hanno un merito creditizio non elevato e per questa ragione devono offrire un rendimento più elevato della media per attrarre investitori. Una definizione che contiene il punto di forza (rendimento maggiorato), ma anche quello di debolezza (maggiore fragilità dell’emittente) di queste soluzioni.
Le caratteristiche dell’asset class
“Un’alternativa è costituita dai titoli ibridi, una tipologia speciale di obbligazioni”, come racconta Franco Rossetti, senior relationship manager presso Invesco. “Pagano cedole come gli altri bond, ma vengono emessi in modo perpetuo o con scadenze molto lunghe, cosa che li rende simili alle azioni”.
Dunque siamo di fronte a un’asset class differente dalle due principali, che presenta alcuni tratti caratteristici dell’equity e altri dell’obbligazionario.
“Gli ibridi in genere offrono rendimenti più elevati rispetto al debito senior (il primo a essere rimborsato, ndr) dello stesso emittente”, spiega Rossetti. “Inoltre, circa il 75% dei titoli ibridi è emesso da società con un rating di credito investment grade (all’opposto degli high yield, sono le emissioni frutto di aziende ritenute solide dal mercato, ndr). Questo significa che un portafoglio di titoli ibridi dovrebbe avere una migliore qualità del credito rispetto a un tipico portafoglio ad alto rendimento”. Il vantaggio della diversificazione
In una scala teorica dei rischi, dunque, i titoli ibridi si pongono in una posizione intermedia sulla scala degli obbligazionari. Ma è pur vero che le classificazioni generiche sono difficili in finanza, in quanto ogni prodotto, ogni emissione fa storia a sé. Da qui l’idea di Invesco di quotare nei giorni scorsi l’Euro Corporate Hybrids Ucist Etf, il primo Etf in Europa con un’esposizione diversificata a questa asset class. Questo significa che, con una sola sottoscrizione, l’investitore acquista un indice (con una pluralità di titoli sottostanti), minimizzando così il rischio legato alla singola emissione.
Il paniere è costituito da titoli ibridi a tasso fisso denominati in euro ed emessi da società non finanziarie o agenzie governative. A differenza dei fondi comuni, caratterizzati da una gestione attiva, e quindi da una movimentazione frequente del portafoglio, l’Etf è a gestione passiva, cioè replica fedelmente l’indice scelto come riferimento, assicurando in cambio costi di gestione minimi: nel caso di questo prodotto di Invesco lo 0,39%. E la tematica dei costi è destinata ad assumere una rilevanza crescente nell’attuale situazione dei tassi. “Il nuovo Euro Corporate Hybrid Bond Ucits Etf si inserisce all’interno della nostra gamma dedicata alle strategie di reddito alternativo e che include anche AT1 Capital Bonds e Preferred Shares”, conclude Rossetti. “Questi Etf presentano una bassa correlazione con altre asset class, quindi potrebbero offrire importanti vantaggi in termini di diversificazione. Siamo stati uno dei primi emittenti di Etf in Europa ad aprire la porta agli investitori che desiderano accedere a queste fonti di capitale di bilancio”.