Economia

Così l’obbligazionario rende ancora

C’è ancora spazio per ottenere rendimento in ambito obbligazionario senza assumersi rischi eccessivi? È il quesito più diffuso tra i risparmiatori, considerato che la situazione dei tassi di interesse comprime le cedole delle emissioni ad opera di Stati e società dotati di una certa solidità. La risposta è “SI”, ma a patto di esplorare sentieri diversi da quelli più conosciuti
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Boom degli Etf
A questo proposito va fatta una premessa. Da inizio anno, gli Etf obbligazionari hanno totalizzato tre volte i flussi raccolti dalle azioni1. Dai titoli di stato e dal credito investment grade a segmenti più di nicchia come i “fallen angel” e gli AT1, i fondi indicizzati hanno dimostrato durante la recente crisi che gli investitori possono ottenere efficacemente esposizione e continuare a fare trading anche quando i mercati sottostanti sono immobili.

Nelle fasi di incertezza come quella che stiamo vivendo gli Etf hanno più appeal dei fondi attivi. Infatti, se un investitore vende delle quote in un fondo comune d’investimento, il veicolo deve vendere le singole obbligazioni sul mercato per far fronte ai riscatti, mentre gli Etf dispongono di altre fonti di liquidità. Rispetto all’acquisto di una singola obbligazione, inoltre, l’Etf è tendenzialmente più liquido e questo consente di trovare più facilmente un compratore della propria quota nel caso la si voglia dismettere.
Durante le sedute con maggiore volatilità si assiste spesso a un allargamento dello spread denaro/lettera sul singolo bond. Detto in soldoni, domanda e offerta faticano a incontrarsi per fissare il prezzo della transazione. Quanto agli Etf, che hanno per sottostante non una singola obbligazione, ma diverse decine, il rischio è di gran lunga inferiore.
Prospettiva At1
Detto dei trend di mercato, resta da capire su cosa puntare per generare rendimento. Invesco, con l’Etf AT1 Capital Bond Ucits, punta su un segmento poco conosciuto dai più. “Si tratta di obbligazioni ad alto rendimento, emesse dalle banche europee, e poiché sono generalmente redimibili dopo cinque anni, presentano un tasso di interesse relativamente basso”, spiega ricorda Franco Rossetti, senior relationship manager presso Invesco.
Rispetto alla grande famiglia degli high yield, dominata da emittenti di bassa qualità (e per questo costretti a proporre al mercato rendimenti elevati),
la gran parte delle banche emittenti di AT1 ha rating investment grade. “I maggiori rendimenti delle AT1 dipendono dalla loro subordinazione alla struttura del capitale dell’emittente piuttosto che dalla qualità del credito della banca”, spiega l’esperto. In sostanza, in caso di difficoltà dell’emittente, non sono i primi a essere rimborsati, ma in ogni caso fanno capo a società reputate sufficientemente solide dal mercato.
 
GLI ANGELI DECADUTI
Un altro filone emergente è quello dei fallen angel, come vengono etichettate le obbligazioni originariamente classificate come investment grade, e successivamente declassate a high yield. La rimozione dalla categoria investment grade obbliga molti investitori a vendere i propri titoli, causando un abbassamento più pronunciato del prezzo. Invesco Us High Yield Fallen Angels Ucits Etf punta proprio su queste emissioni, segue una strategia sistematica, in cui alla fine di ogni mese il prodotto acquista nuovi fallen angels nel mercato statunitense, in seguito alla loro inclusione nell’indice e conformemente ai vincoli di liquidità.
“Acquistando le obbligazioni poco dopo il declassamento, questo Etf offre l’opportunità di aumentare i rendimenti nello spazio high yield Usa, sfruttando un eventuale rimbalzo dei prezzi”, sottolinea Rossetti. “Vari studi dimostrano che le obbligazioni Fallen Angel sono spesso svendute eccessivamente una volta declassate a indici high yield, e successivamente tendono a beneficiare di un maggior numero di upgrade creditizi rispetto ai titoli high yield equivalenti. La pressione a vendere generalmente si riduce dopo il declassamento, il che consente ai prezzi dei fallen angel di risalire, contribuendo potenzialmente a solidi rendimenti totali”, conclude.
 
Avviso di rischio
Il valore degli investimenti e qualsiasi reddito da essi derivante possono oscillare. Ciò è dovuto in parte a fluttuazioni dei tassi di cambio. Gli investitori potrebbero non ottenere l'intero importo inizialmente investito.
 
Il fondo perfeziona operazioni che lo espongono al rischio di bancarotta e a ogni altro tipo di insolvenza della controparte in relazione a tali operazioni.
 
Il fondo sottoscrive contratti swap che offrono il rendimento dell’Indice di Riferimento. Tali contratti implicano una serie di rischi, compresa la possibilità di una correzione, o anche la liquidazione anticipata del contratto swap.
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Per maggiori informazioni Obbligazionari: l’avanguardia degli ETF
 
 
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