Le rinnovate tensioni sui prezzi dell’energia hanno riportato in primo piano un tema caldo non solo per i consumatori, ma anche per il settore manifatturiero. Di fronte a uno scenario nel quale le nubi anziché dipanarsi, continuano ad addensarsi, le industrie italiane si trovano a fare i conti con una triplice sfida: energetica, climatica ed economica. Quanto basta per abbandonarsi al pessimismo? Non proprio, dato che l’evoluzione della tecnologia oggi offre soluzioni inimmaginabili solo fino a poco tempo fa.
“Il mondo del business è alle prese con un duplice cambiamento epocale, come mai si era visto prima: da una parte la transizione digitale, dall’altra la necessità di contribuire al processo di decarbonizzazione. Il tutto con la necessità di fare efficienza nell’uso dell’energia e delle altre risorse scarse saper ridurre il peso della bolletta sia per una sostenibilità intesa come fattore strategico per l’impresa”, è l’analisi di Claudio Giulianetti, responsabile in Italia della divisione Industrial Automation di Schneider Electric, leader mondiale nella trasformazione digitale dell’energia e dell’automazione industriale, presente nella Penisola con circa 3 mila dipendenti con una forte presenza sul mercato industriale e costruttori di macchine.
Una realtà, dunque, che vive da vicino i bisogni quotidiani dell’industria nazionale, che lo scorso anno ha affrontato l’emergenza prezzi potendo contare su sussidi pubblici e su un inverno tiepido, condizioni che non potranno sussistere a lungo. Nonostante ciò, dal rapporto annuale di Confartigianato emerge che la bolletta energetica per le Pmi italiane nel 2022 è stata più salata dell’anno precedente per ben 24 miliardi di euro.
Come agire, dunque, per invertire la tendenza in maniera strutturale, pur nella consapevolezza che non esistono soluzioni magiche?
Alla luce dell’esperienza maturata, l’indicazione che arriva da Schneider Electric è di partire da un’analisi che consenta di comprendere a fondo quanto si consuma e se vi sono degli sprechi, delle mancanze e degli spazi di miglioramento nei sistemi che consumano energia. Un esempio può aiutare a rendere meglio il concetto: gli esperti della multinazionale hanno affiancato l’azienda tessile Colle nel dar vita a un sistema di monitoraggio energetico che ha permesso una migliore comprensione delle prestazioni degli impianti. Inoltre, grazie alle soluzioni connesse e digitali fornite da Schneider Electric, il Gruppo Colle ha modernizzato la cabina di distribuzione di media tensione. Questo ha permesso di ottimizzare ulteriormente il consumo energetico e da qui avviare anche un percorso di decarbonizzazione.
Una volta completata l’analisi, occorre connettere e automatizzare gli asset che consumano energia in modo da poterli monitorare e gestire tramite software, come ha fatto Padania Acque (azienda idrica che serve 113 comuni del cremonese), la quale in questo modo ha ridotto a meno della metà della media nazionale le perdite di acqua in rete, con benefici non solo per l’ambiente, ma anche per i conti della stessa azienda. “Dal piano Industria 4.0 in poi l’Italia ha avviato un processo di ammodernamento, capace di cavalcare le due grandi transizioni in atto, che oggi può essere accelerato grazie a strumenti innovativi come, analytics, digital twins e software di controllo, automazione e gestione dell’energia aperti, cioè capaci di operare sulle macchine già esistenti”, aggiunge Giulianetti. Il quale conclude ricordando l’importanza del fattore umano. “Come azienda, aiutiamo i clienti anche a formare le loro persone e negli ultimi anni abbiamo investito massicciamente nelle assunzioni per creare un team di professionisti in grado di supportare la trasformazione digitale”, sottolinea l’esperto “Inoltre è in partenza a Bergamo il primo corso sviluppato con l’ITS Angelo Rizzoli e alcune aziende della nostra filiera in grado di formare specialisti nella doppia transizione in modo da rispondere ai bisogni del mercato”, conclude.