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Il rilancio dell’agricoltura passa per i giovani

Il rilancio dell’agricoltura passa per i giovani

Il settore ha un enorme potenziale di sviluppo all’insegna della sostenibilità. Il ricambio generazionale è essenziale per incrementare l’innovazione e pratiche più sostenibili. In Veneto stanziati 35 milioni di euro per insediare 350 nuovi giovani agricoltori

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Un ruolo cruciale per lo sviluppo della sostenibilità nei campi passa per la capacità di attrarre giovani imprenditori o di portare avanti l’attività di famiglia, facendo sì che possano rimanere su questi territori, dando vita ad aziende economicamente sostenibili e rinnovando il comparto grazie a innovazione, competenze digitali, nuove competenze per affrontare le sfide ambientali.

Secondo i dati dell’ultimo Censimento dell’agricoltura, dal 2010 al 2020, in Italia la quota di giovani agricoltori under 40 a capo di aziende agricole è diminuita dall’11,5% al 9,3%.

REDFRAME S.a.s. di Gobbin Daniele & C.

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Anche per questo, il ricambio generazionale rimane uno degli obiettivi prioritari della Politica agricola comune europea, del Piano strategico nazionale e delle politiche regionali. Su quest’ultimo fronte si muove con grande efficacia il Veneto, che attraverso il Programma di sviluppo rurale 2014-2022, ha favorito il ricambio generazionale in agricoltura: ben 2.717 i giovani diventati “capo-azienda” grazie al cosiddetto “pacchetto giovani”, che ha garantito un sostegno complessivo (premio per insediamento, più contributo agli investimenti) di ben 271 milioni di euro. I beneficiari della misura hanno fatto registrare un’età media di 29 anni e sono per il 74% uomini e per il 26% donne.

E nuove iniziative sono in arrivo. Il nuovo Complemento per lo sviluppo rurale del Psn Pac 2023-2027, avviato lo scorso febbraio, ha tra i suoi obiettivi prioritari proprio il sostegno al ricambio generazionale. Lo testimonia l’apertura del nuovo “pacchetto giovani” , che offre un aiuto complessivo pari a 35 milioni di euro e si pone l’obiettivo di sostenere 350 nuovi giovani agricoltori.

La misura, che mette sul piatto 14 milioni di euro, con un premio a fondo perduto per un importo forfettario di 40 mila euro, si rivolge a persone tra i 18 e i 41 anni, che per la prima volta danno vita a una nuova impresa. Per accedere agli aiuti è necessario presentare un piano di investimento aziendale che preveda l’attivazione di almeno uno dei seguenti interventi o azioni: “SRD01” (investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole), che può contare su 16 milioni di euro a bando; “SRD02” - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale, invece, che presenta tre azioni: azione A - Investimenti per la mitigazione dei cambiamenti climatici (emissioni di ammoniaca), con una dotazione di 2 milioni di euro, azione C - Investimenti irrigui, con una dotazione di 1 milione di euro, azione D - Investimenti per il benessere animale, con una dotazione di 1 milione di euro; “SRD03” - Investimenti per la diversificazione in attività non agricole, che mette a bando 1 milione di euro. Tutti gli interventi prevedono una spesa ammissibile minima pari a 20 mila euro (10.000 in zona montana) e una massima di 600 mila euro.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 28 marzo 2024. Per conoscere le modalità di presentazione della domanda è possibile contattare gli sportelli unici agricoli di Avepa, l’organismo pagatore regionale.

Alcuni dei giovani agricoltori sostenuti dal Psr Veneto dal 2014 a oggi, sono stati protagonisti della campagna “Storie di sviluppo rurale”, condotta dall’Autorità di gestione del Psr per far emergere alcuni dei casi più interessanti finanziati grazie al fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale - FEASR.

L’iniziativa di comunicazione ha fatto conoscere, tra gli altri, gli investimenti in filiera corta e benessere animale di Andrea Lora della Fattoria dei Capitani (Schio - VI), la scelta innovativa di puntare sull’elicicoltura biologica di Jessica Pessotto (Gaiarine - TV), la scommessa sulla coltivazione del luppolo di Luca Stival (Godega di Sant’Urbano - TV), la creazione del marchio a chilometro zero “Be-orto” dei fratelli Bortolato (Zero Branco - TV).

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