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Nuovi scenari per gli investimenti

Nuovi scenari per gli investimenti

Il progressivo rafforzamento dei fondamentali macroeconomici in diverse economie in via di sviluppo sta ridefinendo le strategie di investimento. Superate le vecchie percezioni di instabilità, l’asset class torna al centro dell'attenzione per la composizione dei portafogli diversificati

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Negli ultimi anni lo scenario economico internazionale ha registrato cambiamenti profondi. Diverse economie emergenti hanno mostrato un progressivo rafforzamento dei fondamentali macroeconomici e dei quadri di policy.

Questo processo di stabilizzazione e maturazione istituzionale, spiegano da M&G Investments, ha permesso a molti Paesi di affrontare le sfide globali con una resilienza superiore rispetto al passato. Non si tratta – sottolineano gli esperti - di un fenomeno temporaneo, ma di un'evoluzione strutturale che poggia su pilastri ben definiti.

Questi mercati contribuiscono in modo significativo alla crescita globale, confermandosi come i grandi motori dell'espansione economica mondiale. A spingere questa dinamica sono fattori interni di lungo periodo, difficilmente arrestabili. Tra i principali elementi spiccano le dinamiche demografiche favorevoli, caratterizzate da una popolazione giovane e in età lavorativa, a differenza del rapido invecchiamento che colpisce le economie occidentali.

L'universo investibile tra azioni e bond

Per chi guarda a queste regioni con obiettivi di allocazione, sottolineano da M&G, l'universo investibile risulta ampio e articolato, includendo sia il comparto azionario, sia quello obbligazionario. Non si parla più di mercati di nicchia o di scommesse speculative, ma di piazze finanziarie liquide, regolamentate e mature, capaci di offrire soluzioni per ogni tipo di profilo di rischio e orizzonte temporale.

All'interno del comparto azionario, le opportunità spaziano dalle grandi multinazionali leader nei settori dell'alta tecnologia, dei semiconduttori e della transizione energetica, fino alle imprese focalizzate sui consumi interni e sulla nuova classe media emergente. Sul fronte obbligazionario, la scelta è altrettanto vasta e strutturata.

Gli investitori possono accedere a emissioni sovrane o societarie, espresse sia in valuta forte, come il dollaro, sia in valute locali. Proprio il debito in valuta locale beneficia direttamente del miglioramento delle politiche monetarie condotte dalle banche centrali di questi Paesi, offrendo rendimenti cedolari che risultano spesso competitivi nel confronto internazionale.

Questa duplice anima, azionaria e obbligazionaria, permette di costruire strategie su misura, combinando la ricerca di crescita del capitale con la generazione di flussi di reddito periodici.

La revisione dei miti del passato e il rischio percepito

Uno degli aspetti più rilevanti di questa nuova fase storica riguarda il superamento di vecchi pregiudizi. Alcune percezioni storiche legate a maggiore instabilità o rischio sono oggetto di una progressiva revisione alla luce dei cambiamenti intervenuti. Se in passato l'investimento in queste aree era associato quasi esclusivamente a crisi valutarie, volatilità incontrollata e fragilità politica, oggi diversi elementi suggeriscono un quadro più articolato.

Il rafforzamento delle riserve valutarie, l'adozione di regimi di cambio più flessibili e il rigore fiscale mostrato da numerosi governi hanno ridotto la vulnerabilità agli shock esterni. Gli investitori internazionali stanno comprendendo che il rischio non è più uniforme e che la diversificazione geografica all'interno dello stesso universo emergente permette di mitigare le singole criticità regionali.

La volatilità, sebbene presente come in qualsiasi mercato finanziario, viene sempre più analizzata come una fonte di opportunità per i gestori attivi piuttosto che come un motivo di esclusione a priori dai portafogli.

La correlazione non assoluta con i mercati sviluppati, unita a valutazioni che in molti segmenti rimangono storicamente a sconto rispetto alle Borse occidentali, rende l'asset class un tassello fondamentale per la costruzione dei portafogli del futuro. In una fase di trasformazione dell'economia globale, dove le vecchie certezze geografiche vengono rimesse in discussione, l'integrazione di strumenti focalizzati sulle aree a maggior tasso di sviluppo potenziale non rappresenta più un'opzione secondaria, ma una scelta strategica consapevole per intercettare i nuovi flussi della ricchezza mondiale.

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