Motori

Il sesto senso

Quando si dice che l'elettronica è "fredda" ci si dimentica che qualunque cosa nasca dalla scienza e dalla tecnologia è espirata dall'uomo e dalla sua sensibilità
2 minuti di lettura
Questo vale a maggior ragione per le automobili che sono "macchine" particolarmente complesse destinate a confrontarsi con chi è al volante, ricevendone dei comandi e restituendo delle sensazioni.

Già, sensazioni. Non è così istintivo accettare l'idea che anche la meccanica può trasmettere sensazioni, eppure le automobili, certe automobili, hanno dimostrato di essere capaci di farlo e di poter costruire un rapporto tutto speciale con chi le guida. Si può chiamarla confidenza; di sicuro è qualcosa che rende il viaggio e la guida stessa più piacevoli, sicuri e addirittura entusiasmanti quando si raggiunge quel feeling che ti fa sentire la meccanica amica.

Le Alfa Romeo hanno costruito la loro notorietà e la loro immagine straordinaria grazie a questa "alchimia" che è frutto di tanto lavoro e di tanta passione e Stelvio è il risultato di questa cultura tutta particolare che nel tempo ha insegnato a considerate la tecnologia come uno strumento per creare emozioni piuttosto che toglierle.
Questo è l'atteggiamento unico che permette alle Alfa Romeo di continuare a essere differenti anche in un'epoca in cui tecnologia e automatismi sembrano appiattire e qualche volta addirittura sterilizzare il gusto della guida.
Invece all'Alfa Romeo tradizione e progresso scientifico riescono a convivere con risultati sorprendenti, perché l'elettronica non deve sovrastare l'umanità di chi guida oppure rendere l'auto uno strumento che fa tutto da solo, magari intelligentemente ma senz'anima.. In Stelvio la tecnologia non "allontana" il pilota ma lo aiuta a essere più sicuro e a sentirsi ancora più bravo nel dominare la propria vettura in tutte le condizioni e in tutte le circostanze.

Parliamo di controllo della stabilità, della trazione, di capacità di frenare in modo efficace nelle situazioni più imprevedibili; parliamo di un modo "emozionale" di sfruttare le quattro ruote motrici accentuando la sensazione di sicurezza e controllo che possono dare.
Perché in Stelvio la sicurezza va a braccetto con quel gusto che solo le "vere" Alfa Romeo conoscono e hanno affinato nel corso del tempo.
Questione di cultura e di passione. Perché le tecnologie di cui l'industria dell'automobile dispone oggi sono accessibili a tutti, ma non tutti hanno la capacità e la volontà di sfruttarle per ampliare le sensazioni che la guida di un'automobile speciale può dare a chi guida ma anche a chi è solo trasportato.
In questo caso l'innovazione assoluta di Stelvio, quella che porta nuovi standard nella categoria dei SUV, parte dall'idea di non arrendersi alla fisica secondo la quale l'impostazione stessa di un veicolo del genere condiziona e penalizza le caratteristiche dinamiche. Come dire che la guidabilità è migliore quanto più la vettura è "bassa" sulla strada.

Invece i tecnici Alfa Romeo si sono imposti di sfatare il pregiudizio che attribuisce alle automobili "alte" da terra come i SUV un handicap insormontabile e hanno lavorato fin dall'origine del progetto per rompere questa frontiera. Ci sono riusciti grazie alle caratteristiche di base della piattaforma "Giorgio" (quella che è alla base anche di Alfa Giulia) e agli interventi specifici sulla geometria delle sospensioni. Da un certo punto di vista hanno dovuto andare oltre l'ingegneria e lavorare su dettagli come solo chi ha una grande tradizione sa fare.

Scopri il SUV Stelvio