Ci siamo: manca poco al debutto dell’attesissima Urus, il Super Sport Utility Vehicle della Lamborghini
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Un debutto che avverrà in mondovisione il 4 dicembre con uno streaming aperto a tutti, e trasmesso su repubblica.it in diretta, oltre che sul sito ufficiale https://lamborghini.com.
La presentazione, totalmente in italiano, ma con traduzione simultanea per seguirla in cinese, giapponese, inglese, tedesco e francese, porterà il Tricolore nel mondo e renderà Sant’Agata Bolognese la capitale mondiale dei motori e della passione.
Il video in Full HD è visibile anche sul sito ufficiale Lamborghini.com dove poi, a evento concluso, saranno svelati tutti i dettagli sul SSUV.
Ma torniamo alla Urus: abbiamo detto “attesissima” perché questa è la prima Super Sport Utility Vehicle e, spiegano con orgoglio alla Lamborghini, “Abbiamo alzato il livello con la Miura. Abbiamo anticipato il design futuristico con la Countach. Abbiamo aperto nuove strade con la LM002. Abbiamo infranto le regole rendendo possibile l’impossibile”. Così è stato lanciato l’hashtag #SINCEWEMADEITPOSSIBLE?? e inaugurato il sito https://sincewemadeitpossible.com/it per chiarire ancor più il concetto…
Delle tante idee della Urus - nascoste e svelate alla presentazione - possiamo solo anticipare, per riallacciarci al concetto di italianità, che il sistema di gestione della guida è stato battezzato “ANIMA”, e che il pilota può scegliere fra sei diverse modalità di guida: Sabbia, Strada, Sport, Corsa, Terra e Neve.
E poi possiamo anche dire che la Urus ha un rombo che diventa musica, frutto della nuova camera acustica all’avanguardia della Casa del Toro. D’altronde, il rombo di una supersportiva Lamborghini è tra le esperienze emozionali che più la caratterizzano e nella nuova camera acustica, realizzata nel rispetto degli standard tecnici più elevati, viene effettuata la calibrazione dei suoni in modo da ottenere il sound tipico che caratterizza la “colonna sonora” dell’inconfondibile esperienza di guida Lamborghini.
Di più non vi diciamo, non si “spoilerano” i capolavori. E questa presentazione promette di essere un vero capolavoro…
Di certo, a venticinque anni dal termine della produzione della leggendaria LM002, la casa del Toro torna su un tema impossibile, miscelare mito, leggenda e capacità fuoristradistiche di primo piano.
Non è un caso che la LM002 nera (numero di telaio #12231) del Museo Lamborghini - interamente restaurata dal suo Polo Storico, il reparto dedicato ai modelli classici – è stata rilanciata proprio a ridosso di questa presentazione.
Ma la Urus è anche molto di più: un nuovo corso, un nuovo modo di pensare in grande e raddoppiare. La nuova fabbrica di Sant’Agata Bolognese infatti passa di colpo da 80.000 a 160.000 metri quadri e adotta tecnologie all’avanguardia.
Con il lancio sul mercato del terzo modello di produzione, il SSUV Urus, Automobili Lamborghini prosegue l’iter degli investimenti strategici: oltre al raddoppio della superficie della fabbrica, la Urus porterà anche un deciso incremento della capacità produttiva dell’azienda, prevista al raddoppio, fino a raggiungere le 7.000 unità annuali.
L’ampliamento del sito produttivo comprende la nuova linea di assemblaggio dedicata interamente a Urus, il nuovo reparto finizione per tutti i modelli Lamborghini e la nuova palazzina per gli uffici con certificazione Leed Platinum, ovvero il più elevato standard al mondo di certificazione energetica e ambientale per l’edilizia. A questo si aggiunge la realizzazione di un nuovo test track con tredici diverse superfici specifiche per il SSUV, un nuovo magazzino logistico, un secondo impianto di trigenerazione e il nuovo energy hub, il polo dedicato alla produzione centralizzata di tutti i vettori energetici.
“Con il nostro terzo modello abbiamo voluto introdurre le tecnologie di produzione più innovative – ha dichiarato Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer – legate ai concetti di smart factory, capaci di supportare e collaborare con gli operatori. Con Urus nasce un nuovo modello di fabbrica, che noi chiamiamo Manifattura Lamborghini, nuovo punto di riferimento nell’ambito dell’industria automobilistica di vetture di lusso. I vantaggi sostanziali che ne derivano sono rappresentati da una maggiore flessibilità di produzione, una migliore accessibilità delle informazioni e interconnessione dei sistemi, a potenziamento della professionalità artigianale che da sempre ci contraddistingue e a sostegno del raddoppio dei volumi annunciato”.
Nel progetto di realizzazione dei nuovi edifici e per l’installazione di tecnologie innovative sono state coinvolte oltre 600 imprese per un totale di 3.600 persone esterne impegnate.
Nonostante il notevole impegno richiesto dal progetto di espansione, i lavori si sono svolti in tempi record, in soli 18 mesi, e senza ripercussioni sul sistema produttivo che, tra l’altro, ha fatto segnare anche il record di vendite nel 2016 (+7% rispetto all’anno precedente). Il tutto sempre all’insegna della piena sostenibilità ambientale, tant’è che l’intero stabilimento di Sant’Agata Bolognese, anche dopo l’ampliamento, mantiene la certificazione CO2 neutrale ottenuta nel 2015.
La nuova linea di assemblaggio riservata al SSUV Urus sarà caratterizzata dall’impiego del modello Factory 4.0, capace di integrare nuove tecnologie produttive per supportare gli operatori nelle attività di assemblaggio e, secondo la casa, si basa su quattro principi fondamentali: artigianalità, competenze e specializzazione, processo di produzione e ergonomia e sicurezza.
L’artigianalità è preservata e ottimizzata con l’integrazione di tecnologie innovative per accrescere, da un lato, le potenzialità di personalizzazione del prodotto e, dall’altro, garantire i più alti standard qualitativi.
Competenze e specializzazione: la digitalizzazione permette l’accessibilità da parte degli operatori tramite dispositivi touch screen a informazioni di produzione messe a disposizione da sistemi interconnessi facilmente consultabili.
Processo di produzione: gli Automatic Guided Vehicle sono utilizzati come sistemi di trasporto vettura e materiali. Grazie a questo sistema, è preservata la flessibilità di layout dell’edificio; ergonomia e sicurezza: robot collaborativi affiancano gli operatori per migliorare l’ergonomia e per operazioni ripetitive che richiedono un’alta qualità, quali l’incollaggio vetri, l’avvitatura sotto scocca e l’assemblaggio delle ruote.