Scuola

Il futuro prende il largo

È quello nostro. Quello che possiamo – dobbiamo – progettare sognando, scegliendo e, soprattutto, studiando. Tra qualche anno discuteremo la nostra tesi; saremo, domani, dottori in… Non lo sappiamo ancora, adesso siamo in vacanza, in spiaggia. Davanti a noi il mare; davanti a noi il futuro
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Il mare è sempre lì. Si può amare, temere o addirittura “subire” senza farsi troppe domande. Può essere calmo ma, in un attimo, può diventare “grosso” o addirittura furioso. Noi lo guardiamo e – talvolta – ci entriamo dentro; una bracciata, due, mille… Oppure lo navighiamo, credendo di dominarlo.

Il mare riempie le nostre vacanze fin dalla notte dei tempi. Ma il mare, si sa, è anche lavoro, cultura, vita, scienza. Il mare respira e ci fa respirare, ci nutre e ci racconta mille storie.
Il mare, infine, si ferma; si ferma lungo le nostre coste, si appoggia sulla pietra, sulla sabbia, sulla terra che noi abitiamo e colonizziamo da mille secoli. Ma terra e acqua, terra e mare devono “parlarsi”, scambiarsi idee, informazioni, progetti. Perché il mare, l’abbiamo già detto, è lavoro, economia; futuro.
A proposito di futuro: da circa un mese, poco più o poco meno, centinaia, migliaia tra ragazze ragazzi “maturi” hanno detto addio alla scuola. Un diploma in tasca e mille dubbi tra i quali il sempiterno “cosa farò domani?”. Qualcuno deciderà di rimettersi sui libri; perché non scegliere un percorso legato alle nostre radici, il nostro… mare? Il mare, nel Belpaese, gioca un ruolo centrale. Succede, ancor di più, a Genova.
Potrebbe essere proprio qui, all’Università di Genova, il trampolino di lancio del nostro futuro. Più di centoventicinque corsi in undici ambiti e nove sedi; corsi di eccellenza certificata: secondo il Censis l’Ateneo genovese nel settore chimico e farmaceutico si colloca al terzo posto in Italia e, nel settore di architettura, al quinto; lo stesso Ente sostiene che i corsi di laurea triennali e magistrali qui tenuti siano tra i migliori del Paese.

D’accordo, ma il mare? Ci stavamo arrivando: molta parte dell’offerta formativa dell’Università si rivolge a “lui”, al mare; quello vicino e quello più lontano e profondo. Quello “nostrum” e quello degli oceani.

L'offerta formativa dell' Università di Genova Ce ne parla il professor Enrico Giunchiglia, docente di Ingegneria Informatica e prorettore dell’Ateneo: “Sono numerosi i nostri corsi – triennali o magistrali – che si legano all’economia, al lavoro, alla cultura del mare. Qualche “nome”? Comincio con i corsi “triennali”: Design del prodotto e della nautica (Genova e La Spezia); Economia delle aziende marittime, della logistica e dei trasporti (Genova); Ingegneria nautica (La Spezia); Ingegneria navale (Genova). I corsi magistrali: Design navale e nautico (La Spezia); Economia e management marittimo e portuale (Genova); Ingegneria Navale (Genova); Yacht design (La Spezia); Biologia ed ecologia marina (Genova); Hydrography and oceanography (Genova)…”.

Diventa  chi sei

Il Prorettore ci parla poi del Centro interuniversitario di Ricerca di Sistemi Integrati per l’ambiente marino (ISME), del Distretto Ligure per le tecnologie marine (DLTM), del NavLab, Laboratorio di storia marittima e navale presso il Dipartimento di Storia e Filosofia, del Festival del Mare (prima edizione lo scorso maggio, si replicherà nel 2019 con la collaborazione del Comune di Genova): conferenze, proiezioni, riflessioni sul rapporto tra l’uomo e il mare tra economia, ricerca, lavoro e futuro.
Eccoci di nuovo qui: di nuovo al futuro, quello nostro. Quello che potremo progettare, edificare mattone dopo mattone studiando all’Università di Genova.
Restare a guardare non si può; lasciamo la spiaggia, mettiamoci in gioco; tuffiamoci, salpiamo.
 
Università di Genova: il futuro prende il largo.
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