Scuola

Talent show

Niente telecamere, niente schermi su cui andare live magari in mondovisione sul Web: il talento, quello nostro, dobbiamo esprimerlo ogni giorno con le nostre forze, la nostra volontà, la nostra passione. E gli studenti? Sono loro i primi che possono e devono mostrare quanto valgono e come sanno “muoversi” per scrivere il futuro che vogliono. Come e – soprattutto – dove
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Emergere. Un verbo oggi assai usato (e abusato). Ma emergere non significa esibirsi, far parlare di sé senza curarsi dei contenuti. Un selfie o un post ben fatto ci dà tanti “like”; anche così, in fin dei conti, si emerge. E poi? Poi c’è tutto il resto: la nostra vita, le nostre passioni, il nostro futuro. Un futuro che non possiamo pianificare (certo che no) minuto per minuto. Ma il futuro, quello nostro, comincia dal presente; il nostro presente. Come quello che “investiamo” quando abbiamo 18 o 19 anni; o 20. Quello che ci porterà a trascorrere del tempo prezioso sui banchi di un’aula universitaria.
 Sceglieremo quel percorso di studi perché conosciamo le nostre passioni, le nostre attitudini. Sappiamo dove abbiamo una marcia in più e dove, invece, siamo meno brillanti. Può bastare tutto questo? Non può: dobbiamo trovare quei banchi, quelle aule, quei docenti, insomma quell’ateneo che sappia offrirci un’idea concreta di futuro, oltre che una didattica stimolante, aperta, capace di anticipare il mercato del lavoro in un contesto internazionale e in continua evoluzione. Un’università aperta, inclusiva, che parli tutte le lingue dove imparare e fare innovazione.
Apprendere. Ecco un altro verbo; che non significa solo, per lo studente, sobbarcarsi una gran mole di nozioni sulle spalle. Significa, invece, creare le condizioni per cui si formino persone capaci e consapevoli di vivere e lavorare al meglio per essere, un domani, leader di futuro.
 
Se il verbo apprendere lo decliniamo così, come apprendimento “largo” (il cosiddetto Life Largelearning), abbiamo più di un ottimo motivo per scegliere di studiare alla Luiss Guido Carli (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali).

14 corsi di laurea di cui l’80% nel format “internazionale” (in inglese o parzialmente in inglese). L’internazionalizzazione è nel DNA della Luiss: sono 2000 gli studenti che ogni anno vivono esperienze di studio all’estero mentre gli iscritti non italiani sono aumentati, negli ultimi tre anni, del 37%. Ancora: più di 70 “visiting professors” nell’anno accademico in corso e oltre 300 le università partner di Luiss dislocate in 58 Paesi (con ben 45 accordi di “doppia laurea” e partnership strutturate).
 
Con i quattro dipartimenti di Economia e Finanza, Impresa e Management, Giurisprudenza, Scienze Politiche il ventaglio dei corsi di laurea (triennali e magistrali) e quello dei master è più che ampio.
Studiare tramite un modello formativo avanzato; prepararsi al futuro (l’avevamo già scritto, pardon).
Quattro dipartimenti e altrettante scuole di alta formazione e ricerca. Alla Luiss lo studente ha a disposizione tecnologia, scambi internazionali, tutor qualificati. Come può trarre il massimo vantaggio da tutto ciò? Anzitutto, iscrivendosi alla prova d’ammissione all’ingresso. Poi frequentando a tempo pieno i corsi.
Così ci risiamo: siamo di nuovo ai talenti. Talenti che Luiss, finora, ha premiato complessivamente con molte centinaia tra borse di studio e agevolazioni di vario tipo per i più meritevoli. In particolare, per i soli studenti che si iscriveranno nell’Anno Accademico 2020-2021 ad un corso di laurea triennale o magistrale a ciclo unico, l’Ateneo mette a disposizione 25 borse di studio a copertura totale o parziale del contributo annuale.

La domanda d’iscrizione alla prova di ammissione va inviata entro il 13 gennaio.
Pochi giorni, d’accordo. Ma val la pena provare, specie per chi conosce le proprie potenzialità e le vuol valorizzare.
Niente talent show però: il talento, quando c’è, va ben oltre lo spettacolo.

Borse di studio Luiss