Lavorare senza perdere di vista il futuro. Formazione continua, sviluppo delle competenze e capacità di interpretare i cambiamenti sono le grandi sfide odierne di ognuno di noi. La parola chiave è “occupabilità”, ovvero la capacità di generare valore con il proprio lavoro attraversando le trasformazioni del nostro tempo
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Gli scenari cambiano di continuo. Puoi avere trent’anni, venti o cinquanta, non importa: non ti puoi fermare, devi tenerti in costante allenamento per crescere nel tuo lavoro, affinare le tue competenze. Versatilità e dinamismo, capacità di cambiare e di andare oltre il “già visto”. Perché oggi non basta più “entrare” nel mondo del lavoro (operazione, come si sa, già abbastanza impegnativa). Entrare e poi fermarsi, appiattirsi, crogiolarsi nell’intramontabile sogno del “posto fisso”. Apriamo gli occhi: ora che siamo svegli, nel mondo reale, ci ricordiamo che il posto fisso, quello lungo più di trent’anni, quello che ci faceva dire “Beato lui (o lei) che ce l’ha fatta…” oggi è un concetto superato. Una cattiva notizia? Una notizia, punto. È il nostro presente; il nostro futuro. Il “posto”, l’occupazione cede il passo all’occupabilità: creare valore nel proprio lavoro, migliorarsi, saper interpretare il cambiamento.
Il mondo cambia, la tecnologia accelera i tempi di produzione, trasformazione, distribuzione e vendita. Questo ha rivoluzionato il modo di comunicare, di interagire, di acquisire e trasmettere informazioni, di assumere decisioni. Insomma di lavorare.
I luoghi dove lavoriamo, inoltre, sono sempre meno fisici, meno tangibili, e sono capaci di oltrepassare confini geografici, linguistici, culturali.
La sfida di oggi, dunque, non è più “trovare un lavoro” (occupazione) per la vita, ma è quella di mantenere la “continuità lavorativa” (occupabilità, appunto). Versatilità, disponibilità a mutare ruolo e settore, implementazione delle competenze...
Dieci anni fa alcune figure professionali oggi richiestissime non esistevano. Tra dieci anni – poco ma sicuro – qualcuno scriverà questa identica frase.
Orientarsi, formarsi, crescere. Lifelong employability, lifelong learning. Oggi più che mai c’è bisogno di questo, non solo per i giovani.
Tenersi in allenamento; meglio se nella “palestra” giusta. Allenarsi con intelligenza; quella nostra, certo. Ma anche – perché no – quella artificiale; per esempio quella della piattaforma PHYD, una digital venture ideata e finanziata da The Adecco Group con la collaborazione tecnologica di Microsoft.
La fusione tra il profondo know-how del mercato del lavoro di Adecco Group con le risorse digitali e le potenzialità dell’AI fanno di PHYD una piattaforma sofisticata per orientare l’utente verso un percorso formativo personalizzato, indirizzandolo e accompagnandolo passo per passo lungo un sentiero di crescita che lo renderà sempre più consapevole e preparato. E, immancabilmente, sempre più “a prova di futuro”
PHYD permette di interagire con “coach” e “mentor” con profili ed expertise diversi, selezionati per essere il più possibile in linea con l’utente e poterlo accompagnare in una dimensione di counseling e sviluppo.
PHYD racchiude in sé le parole physical e digital, creando un connubio tra ciò che è virtuale e ciò che è tangibile. La componente fisica è PHYD HUB, uno spazio su due livelli in via Tortona, 31 a Milano. Qui si terranno eventi formativi, tavole rotonde, workshop, che coinvolgeranno manager, imprenditori, innovatori ed esperti, nazionali e internazionali. L’obiettivo è offrire occasioni di incontro e confronto sulle trasformazioni della nostra contemporaneità.
Non solo. In PHYD HUB, infatti, si potrà accedere a innovativi assessment in realtà virtuale e mettersi alla prova con tutor e coach professionisti per definire al meglio il proprio CV e prepararsi a interviste e colloqui di lavoro. Diventare un “phyder” è semplicissimo: basta iscriversi, ed è del tutto gratuito.
PHYD HUB ha la stessa personalità della piattaforma digitale: ergonomia, innovazione e una costante integrazione tra esperienza fisica e potenzialità digitali e tecnologiche.
L’apertura è prevista per mercoledì 16 settembre.
Noi e la nostra storia, le nostre ambizioni, le nostre qualità. Noi e il nostro lavoro, oggi e domani. Noi che ci facciamo cercare e ci lasciamo trovare.
Benvenuti nel futuro. Buon lavoro.