Un percorso che ha raggiunto a oggi oltre 200mila giovani, attraverso incontri di formazione online e in presenza, e ha coinvolto oltre 26mila studenti delle scuole secondarie di II grado. Un tour in 14 tappe che ha toccato diverse città italiane, tra cui Torino, Palermo, Padova, Roma e oltre 20 appuntamenti formativi da remoto. Sono i numeri di Fattore J, progetto formativo promosso da Fondazione Mondo Digitale e Janssen Italia, che vuole parlare con i giovani e infondere fiducia nella ricerca scientifica.
Il futuro della salute si costruisce innanzitutto nei laboratori dove si fa ricerca. "Siamo fra le aziende che investono di più in ricerca e sviluppo, l'anno scorso abbiamo investito oltre 14 miliardi di dollari grazie ai quali stiamo studiando molte molecole. Entro il 2030 porteremo ai pazienti oltre 65 nuovi farmaci", sottolinea Baldini. "Ci piace essere degli apripista, facciamo ricerca in aree inesplorate e cerchiamo di sviluppare le prime generazioni di farmaci, medicine cioè che prima non esistevano". Come la prima terapia orale per il cancro della prostata e la terapia a base di cellule T ingegnerizzate (CAR-T) per curare il mieloma multiplo, un raro tumore del sangue.
La precisione è la cifra della nuova medicina. L'idea è quella di avere delle terapie che funzionano meglio e con meno effetti collaterali, perché colpiscono dei bersagli specifici delle cellule malate, risparmiando quelle sane. "In questa direzione vanno due delle nostre nuove terapie: un farmaco per un tipo particolare di tumore al polmone, caratterizzato da una specifica mutazione, e la terapia genica per la retinite pigmentosa, una malattia che si sviluppa nei primi anni di vita e può portare alla cecità", spiega Baldini. "Nel primo caso il farmaco è preciso perché viene dato solo a chi ha la mutazione, e funziona meglio delle cure standard. Nel secondo è preciso perché va a sostituire il gene che non funziona".