Mondo Solidale

Stop agli sprechi alimentari

Niente più montagne di pane, formaggi, verdure, prodotti anche della tavola gourmet che, ancora perfettamente consumabili, finiscono nella spazzatura e che potrebbero, invece, sfamare i più bisognosi, andare in donazione alle mense degli indigenti, e non solo
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I numeri dello spreco mondiale di cibo fanno impressione: solo in Italia, ogni anno vengono generati circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze lungo la filiera agroalimentare, tra cibo prodotto, trasformato e distribuito ma che per ragioni diverse non viene venduto o consumato. Il costo dello spreco di cibo è sociale ed anche economico e ambientale. Unitamente al prodotto alimentare, sono uno sperpero anche le risorse utilizzate per ottenerlo. Nel nostro paese ogni anno si sprecano 12,6 miliardi di euro e vengono emesse 13 milioni di tonnellate di Co2 equivalente. Anche se qualche inversione di rotta fa capolino e gli italiani ad esempio quanto a chilogrammi di rifiuti procapite all’anno fanno meglio dei Paesi del nord Europa (164 chili contro i 187 della Svezia!) secondo le ultime rilevazioni sul sito www.italiani.coop

Comunque da oggi non sarà più così.

La lotta agli sprechi alimentari, lo scorso 14 settembre è diventata legge di Stato. Dopo la Francia, l’Italia è così il secondo paese in Europa a dotarsi di un provvedimento antispreco, che punta al recupero delle eccedenze (prodotti che hanno requisiti di igiene e sicurezza ma restano invenduti o non sono più commerciabili) e alla loro donazione per solidarietà sociale. Donazione che avviene in modo gratuito da parte delle imprese del settore alimentare, come ristorazione e distribuzione, alle persone indigenti (in Italia sono 6 milioni) e agli enti che operano senza scopo di lucro con finalità solidali.
Coop ha fortemente sostenuto la legge appena entrata in vigore. Da oltre trent’anni è in prima linea nella battaglia contro lo spreco con iniziative già consolidate che vanno dalla razionalizzazione dei processi logistici e delle scelte assortimentali, alle offerte speciali sui prodotti in scadenza, a campagne di sensibilizzazione ad un consumo consapevole nelle scuole. Dal 2003 porta avanti il progetto “Buon fine” o “Brutti ma Buoni” o “Spreco Utile”, con la cessione gratuita in solidarietà delle eccedenze alimentari che coinvolge il 50% della rete di vendita (iper, super e magazzini). Grazie a questo progetto solo nel 2015 sono state donate, ad oltre 800 organizzazioni del volontariato di ispirazione religiosa e laica, 5.143 tonnellate di derrate alimentari, pari ad un valore di oltre 24 milioni di euro, che hanno permesso di fornire 6 milioni di pasti a persone in difficoltà. “La nuova normativa – spiega Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop - consentirà l’estensione del “Buon Fine” ad un numero ancora maggiore di punti di vendita Coop ed Ipercoop e ad una maggiore quantità di prodotti non più vendibili, ma ancora perfettamente consumabili in tutta sicurezza anche grazie all’impegno congiunto, previsto dalla nuova normativa di Legge, di donatori e destinatari al rispetto delle vigenti, rigorose norme igienico-sanitarie”.
La sensibilità di Coop nei confronti della problematica dello spreco alimentare è testimoniata anche da iniziative come la tavola rotonda che nei giorni scorsi ha tenuto a Roma per fare il punto della situazione sul tema “Meno spreco e più solidarietà”. 
Fonte Ref: ricerche su dati Waste Watcher - Eurobarometro
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Secondo il presidente di Ancc-Coop, la legge antispreco è una buona legge perché “favorisce ed incentiva l’impegno delle imprese volto a ridurre lo spreco di prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili, ma non più vendibili. Una legge buona perché assicura – in un contesto di trasparenza e rigore amministrativo – la donazione di ingenti quantità di alimenti a fini di solidarietà sociale e per il contrasto della povertà, attraverso una forte semplificazione ed un’importante estensione delle merceologie e della platea dei soggetti del Terzo Settore destinatari. E perché lo fa senza obbligare le imprese, ma con un’azione – ben più efficace e profonda – di responsabilizzazione e coinvolgimento”.
Oltre a rispettare la normativa, è importante lavorare parallelamente su prevenzione e sensibilizzazione, educando i singoli privati a stili comportamentali più virtuosi e consapevoli, in modo da diminuire la quantità di rifiuti domestici.

Il documento in pdf: Meno spreco più soldiarietà