Mondo Solidale

Ricomincio da ottomila

C’è un Paese in grado di cadere e rialzarsi; l’ha fatto spesso. Un Paese che sa vivere il presente per prepararsi al futuro. C’è un Paese, quello nostro, che sa correre e fermarsi; fermarsi per aspettare il più lento, il più debole. Fermarsi per andare avanti, crescere, incontrare, essere solidale. Come ha fatto? Come si fa? La risposta non è una: sono ottomila
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Il nostro Paese pieno di gente, pieno di storie da raccontare e ascoltare. E poi? Poi ci sono le storie ancora da scrivere e quelle – ahinoi – che vorremmo cancellare o che, meglio, vorremmo che non fossero mai state scritte.
Le storie sono quelle della nostra vita quotidiana; i nostri sorrisi, le nostre paure, i nostri sogni. Poi c’è l’amico, il vicino, l’ospite, lo straniero. Altre storie, altri sogni, altri sorrisi. Altri pianti. Altre cento, altre mille vite quotidiane fatte di conquiste, battute d’arresto, cambi di rotta, richieste d’aiuto e slanci di generosità.
 
Un Paese così. È quello nostro, anche se non ha i confini “ufficiali”, quelli che si leggono sugli atlanti. I confini li tracciamo noi ogni giorno. Con il nostro coraggio; con la nostra voglia di aiutare, di accogliere, di donare, di ascoltare. Darsi da fare per il nostro futuro e per quello del vicino, dello sconosciuto, dello straniero che straniero non è, perché in fin dei conti sogna come noi, ride come noi, cade come noi, si arrabbia come noi; ogni tanto ha paura (come noi), vorrebbe fuggire (come noi) finché (come noi) cercherà di tornare per abbracciare, tendere una mano, spendersi per un amico, un fratello.
 
La forza della solidarietà; del volontariato, della trasparenza. Del coraggio. Il coraggio di chi, anche in questo 2020, non ha smesso neppure per un attimo di spendersi per dar sostegno al più debole, il più bisognoso.
Giro nonni a Rimini 
Un Paese così esiste; c’è sempre stato. È quello nostro (repetita iuvant). Quello degli ottomila progetti (in verità sono anche di più) che vedono impegnati sacerdoti, suore e tantissimi operatori e volontari che ogni giorno rendono migliore un Paese reale: buone azioni, buone notizie.
Sono gli ottomila progetti della Chiesa Cattolica; quelli realizzati, ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti per l’8xmille. Non a caso, anche quest’anno, la campagna di comunicazione CEI per l’8xmille esordisce così: “C’è un Paese…”.

“L’obiettivo della comunicazione 2020 – ha detto il nuovo responsabile del Servizio Promozione CEI Massimo Monzio Compagnoni–  è dare ancora una volta voce a questa Chiesa. Chiesa che c’era prima della pandemia, che è stata al fianco del suo popolo con i fondi 8xmille e che sta continuando a progettare, a sognare per ricostruire insieme il nostro futuro”.
Restauro della Cattedrale di San Gerlando di Agrigento
  
Dunque oltre ottomila progetti all’anno. Ne citiamo qualcuno alla rinfusa: Giro nonni a Rimini, servizio di consegna pasti caldi e compagnia domiciliare per anziani, attivo 365 giorni all’anno.
Casa “Respiro” a Treviso 
Casa “Respiro” a Treviso, per accogliere le persone con disagio psicologico. Il restauro della Cattedrale di San Gerlando (AG), gli Orti Solidali di Isernia…
C’è un Paese che non si chiude in sé stesso, non bada ai propri confini: ed ecco l’Ospedale St. Joseph per le comunità rurali in Malawi e, sempre in Malawi, la scuola primaria per i bambini poveri.
C’è un grande Paese con un grande cuore. Un cuore che batte anche oltreconfine. Il cuore di chi vuole dare una mano. Possiamo farlo, volendo, più di ottomila volte.
Moltiplicando 8 per 1000 il risultato è, guarda un po’, 8000. Una curiosità, come curioso è il nostro Paese. Curioso e desideroso di guardarsi attorno con entusiasmo, coraggio, voglia di ripartire, ricominciare; da zero? No, da ottomila.

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