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Tecnologie e cura per 25mila bambini

Tecnologie e cura per 25mila bambini

Dalla robotica per le paralisi cerebrali infantili alla realtà virtuale per l’autismo, la grande rete clinica e di ricerca di una realtà presente dal 1946 in Italia

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“Aumento la velocità del robottino con la forza delle gambe: è divertente e anche un po’ faticoso”: il piccolo Matteo passeggia e fa riabilitazione con il Lokomat, un’apparecchiatura robotizzata che gli consente di camminare su un sentiero, spostare utensili, prendere oggetti… II robot si adegua alle capacità del giovane paziente, a volte fornendogli tutta la forza fisica necessaria per fare l’esercizio richiesto, a volte semplicemente compensando il deficit motorio, a volte richiedendogli uno sforzo personale. Siamo a Bosisio Parini (Lc), presso la sede centrale dell’IRCCS Medea – Associazione La Nostra Famiglia, una grande realtà dove cura, riabilitazione e ricerca scientifica sono al servizio dei bambini con disabilità.

Qui, grazie ai contributi del Ministero della Salute, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Empatia Lecco e di molti donatori (fondazioni, aziende, amici), sono concentrate le macchine più innovative per fare riabilitazione ai bambini, con un occhio puntato sulla ricerca e sul trasferimento tecnologico.

È degli scorsi mesi, per esempio, la sperimentazione per la prima volta in Europa di Agilik, un’ortesi robotica intelligente sviluppata da una piccola start up canadese, Bionic Power, per migliorare il cammino dei bambini con paralisi cerebrale infantile.

L’ortesi è già stata testata in America, è registrata come dispositivo medicale presso la FDA statunitense (Food and Drugs Administration, USA), Health Canada ed ha la marcatura CE come dispositivo medico in Europa.

La storia della tecnologia che sta alla base di Agilik è interessante. L’ortesi è infatti un esempio di “serendipity”: da tecnologia militare sviluppata per la funzione specifica di ricaricare le batterie sfruttando i movimenti passivi del ginocchio, a sistema per potenziare e affiancare l’azione dei quadricipiti nei bambini con paralisi cerebrale ed ora si avvia ad avere le carte in regola per migliorare la vita di moltissimi bambini.

All’insegna dell’innovazione tecnologica è anche il progetto 5A, sviluppato da un team di ingegneri, interaction designer e specialisti clinici del Politecnico di Milano, dell’IRCCS Medea di Bosisio e di Fondazione Sacra Famiglia con il contributo di Fondazione TIM, per migliorare l’autonomia dei giovani con Disturbi dello Spettro Autistico. Si tratta di applicazioni di realtà virtuale che permettono alla persona di esercitarsi nell’uso dei mezzi pubblici, “immergendosi”, attraverso un visore indossabile, in un ambiente digitale che simula spazi e attività tipiche dell’uso di treno e metropolitana. Altre applicazioni di realtà aumentata invece supportano gli utenti mentre usano i mezzi pubblici nel mondo reale, generando su tablet o smartphone informazioni visive che aiutano le persone a capire come muoversi e che cosa fare. Entrambi i tipi di applicazioni integrano un agente conversazionale che agisce da compagno virtuale e dialoga con l’utente per guidarlo sia durante la simulazione dell’utilizzo dei mezzi pubblici sia durante l’esperienza nel mondo reale.

“Partecipiamo anche a sei progetti di ricerca biomedica e tecnologie per la salute finanziati dal PNRR, che vanno dalla genetica alla farmacologia, dalla diagnosi precoce alla robotica”, spiega il Direttore Generale dell’Associazione La Nostra Famiglia Marcello Belotti, “Ogni giorno 2mila 325 operatori condividono i percorsi di vita di molte famiglie e quasi 25mila bambini lo scorso anno hanno varcato le porte dei nostri Centri: è questa la nostra risposta ai bisogni di salute delle persone, soprattutto dei bambini”.

L’Associazione, che vanta 28 centri in Italia con una presenza clinica e riabilitativa in 6 Regioni, si caratterizza come una delle realtà più importanti nel campo della riabilitazione delle persone con disabilità in età evolutiva. Fondamentale è anche l’impegno clinico e scientifico dell’Associazione, affidato all’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Eugenio Medea”, l'unico istituto scientifico italiano riconosciuto per la ricerca e la riabilitazione nello specifico ambito dell’età evolutiva. Nei quattro poli dell’Istituto (in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Puglia) lo scorso anno sono stati ricoverati 3.519 bambini con malattie neurologiche e neuromotorie, con disturbi cognitivi o neuropsicologici, con disturbi emozionali o psicosi infantili, oppure perché hanno perso funzioni e competenze in seguito a traumi cerebrali o a patologie del sistema nervoso centrale.

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