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Trapianto di capelli in Turchia, passo dopo passo

Trapianto di capelli in Turchia, passo dopo passo

La calvizie – o, più precisamente, l’alopecia androgenetica – è un disturbo che affligge milioni di persone in tutto il mondo. E porta con sé disagio psicologico e insicurezza. Ma oggi la medicina sa rispondere con efficacia

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Ne soffre quasi la metà degli uomini sopra i cinquant’anni, e un numero sempre crescente di donne. Ed è un disturbo che può compromettere significativamente l’autostima, la sicurezza e il benessere psicologico, con tutto quel che ne consegue. Parliamo, naturalmente, della calvizie, o alopecia androgenetica: uno studio condotto dall’Università di Harvard nel 2018 e pubblicato sulla rivista Jama Facial Plastic Surgery, per esempio, ha evidenziato che l’alopecia androgenetica ha un impatto negativo sulla salute fisica e mentale, e che perfino a una perdita di capelli clinicamente impercettibile è associata una diminuzione della qualità della vita. Il problema è così tanto sentito che è stato necessario coniare un termine – falacrofobia – per descrivere la paura di perdere i capelli. Fortunatamente, rispetto a qualche anno fa, la medicina ha ora sviluppato una serie di strumenti e tecniche che consentono non solo di tenere sotto controllo o arrestare la perdita di capelli, ma addirittura di invertire la tendenza, ripopolando le zone diventate glabre a causa dell’alopecia androgenetica.

Un sistema, due tecniche

L’approccio ormai considerato più consolidato ed efficace è il trapianto di capelli, una tecnica di chirurgia estetica che consente di trapiantare follicoli piliferi sani dalle aree non colpite dalla calvizie (per esempio la nuca) a quelle diradate. La parola “chirurgia” potrebbe spaventare, ma si tratta in realtà di una pratica ormai molto sicura, premesso che la decisione di sottoporsi al trapianto deve sempre essere presa sulla scorta di un consulto medico. La procedura è semplice, e può durare tra le otto e le dodici ore, e in alcuni casi – a seconda dello stato dell’alopecia del paziente – possono essere necessari fino a due giorni.

Le tecniche per eseguire l’innesto dei capelli sono due: il metodo FUE, il meno invasivo, che prevede l’estrazione delle unità follicolari una per una, e che per questo richiede più tempo ma ha un post-operatorio meno complesso e non lascia cicatrici; e il metodo FUSS, noto anche con il nome di “tecnica della striscia”, che prevede l’estrazione di una striscia di cuoio capelluto, di solito dai lati o dalla parte anteriore della testa, da cui vengono poi prelevate le unità follicolari che sono infine trapiantate nella zona interessata. Il metodo FUSS è più veloce del metodo FUE e ha un alto tasso di successo, ma lascia una cicatrice visibile.

Dove e quando

Negli ultimi anni, la Turchia è diventata una delle mete più ambite per il trapianto di capelli. Le ragioni sono diverse: anzitutto le tante cliniche specializzate del paese, dotate di tecnologie all’avanguardia; la presenza di chirurghi esperti, tra i migliori e più esperti al mondo nel campo del trapianto di capelli; i costi competitivi, notevolmente inferiori rispetto a quelli in altri paesi d’Europa. Ma quando è meglio fare l’intervento? In linea di principio, chiunque sia maggiorenne può sottoporsi a un trapianto di capelli, a meno che non abbia problemi di salute incompatibili con l’intervento chirurgico stesso o con il trattamento usato nel post-operatorio. È importante anche che la zona donatrice, dalla quale vengono estratti i follicoli da innestare, sia sufficientemente densa. Gli esperti consigliano comunque di attendere i 30 anni prima di intraprendere questo percorso: “È il momento ideale per analizzare le caratteristiche e l’estensione dell’alopecia e le sue conseguenze”, spiegano gli esperti di Capilclinic, una delle cliniche specializzate nel trattamento, con sedi in Spagna e in Turchia, “perché intorno ai 30 anni si completa il processo ormonale che porta alla perdita dei capelli.

Nei pazienti con età inferiore ai 30 anni, solitamente, si utilizza una doppia terapia – con minoxidil e finasteride – per ridurre al minimo la perdita dei capelli e favorire la rigenerazione dei follicoli ancora vitali. Una volta completato questo trattamento topico e orale il paziente è al momento migliore per sottoporsi al trapianto”. C’è anche un limite superiore: gli esperti consigliano di non intervenire oltre i 50 anni, età in cui l’alopecia potrebbe ormai interessare la maggior parte del cuoio capelluto e rendere quindi impossibile l’estrazione di follicoli.

L’iter del trapianto, bulbo dopo bulbo

Il primo passo, come già accennato, è la consultazione con un medico specialista in chirurgia capillare: durante la visita, il clinico valuterà la gravità della caduta dei capelli, la qualità dei follicoli piliferi e le aree da trattare, illustrando al paziente le diverse opzioni di trattamento e i possibili risultati. Dopodiché, il medico svilupperà un piano di trattamento personalizzato, che include il numero di follicoli da trapiantare e la tecnica scelta. Poi comincia la fase operativa: i follicoli piliferi vengono prelevati uno a uno dall’area donatrice (preventivamente rasata e trattata con anestetici locali per rendere il processo indolore) e infine inseriti nelle aree calve o diradate. È la parte più complessa del processo: sono necessarie, infatti, precisione e delicatezza per garantire che i follicoli attecchiscano correttamente.

I capelli “donati” torneranno a crescere? Ora cosa succederà?

Una delle domande più ricorrenti riguarda la zona da cui vengono estratti i follicoli “donatori”: in questa zona, effettivamente, i capelli non torneranno a crescere, ma non è un problema. Il chirurgo, infatti, si assicurerà di raccogliere selettivamente e omogeneamente i follicoli da un’area estesa in modo tale che dopo l’operazione non si notino differenze o “buchi”. Ciò detto, è importante sottolineare che il post-operatorio è una fase importante almeno quanto quella dell’operazione vera e propria, e per il successo del trattamento è fondamentale che il paziente segua con attenzione le linee guida degli esperti: anzitutto riposo nelle 24 ore successive all’intervento e astensione dall’attività fisica per i 15 giorni successivi; e poi protezione dalla luce solare e attenzione all’igiene, effettuando lavaggi delicati solo con prodotti raccomandati dalla clinica, almeno per il primo mese.

Cosa succede dopo, giorno dopo giorno

Subito dopo l’operazione, al paziente saranno somministrati farmaci anti-dolorifici e anti-infiammatori e riceveranno istruzioni specifiche per la cura della zona donatrice o ricevente. Tipicamente, la testa del paziente viene bendata sulla zona donatrice, e viene posta una fascia attorno alla fronte per limitare il gonfiore e rossore. I sintomi del post-operatorio variano da paziente a paziente: in generale è possibile avvertire un po’ di gonfiore, di prurito o di lieve dolore per i giorni immediatamente successivi al trapianto. Il gonfiore può essere avvertito intorno al viso e soprattutto nella zona degli occhi, e si può trattare con applicazioni locali di ghiaccio senza necessità di ricorrere a soluzioni farmacologiche: di solito scompare completamente dopo cinque giorni.

Il prurito è parte del processo di guarigione: è importante cercare di non grattarsi la zona trapiantata, e attendere alcuni giorni fino a che la sensazione non scompare. Il dolore, infine, si può presentare come sensazione di bruciore, specialmente nella zona donatrice, e può essere trattato con lubrificanti o lozioni idratanti da applicare tre o quattro volte al giorno fino a completo assorbimento dalla cute. Nei rari casi di dolore più intenso si può ricorrere a farmaci anti-dolorifici o anti-infiammatori. Tra il quinto e il settimo giorno dopo il trapianto, gli innesti cominciano a diventare visibilmente più forti; i capelli trapiantati cadono gradualmente, ma questo fa parte del decorso normale dell’intervento (è il cosiddetto fenomeno della “caduta di capelli da choc”) e non deve essere fonte di preoccupazione.

In questo periodo è necessario proteggere il più possibile i nuovi capelli: oltre a usare solo prodotti raccomandati dalla clinica e sviluppati appositamente per il post-trapianto, bisogna anche evitare l’uso di dispositivi di riscaldamento (asciugacapelli e piastre), asciugando delicatamente il cuoio capelluto, e regolare la posizione del sonno in modo tale che la testa non entri in contatto con nulla (per esempio dormendo sulla schiena e tenendo la testa sollevata con dei cuscini morbidi).

È inoltre buona cosa ridurre al minimo l’esposizione al sole (che può causare secchezza, scolorimento e assottigliamento dei nuovi capelli), evitare l’attività fisica (la sudorazione eccessiva può aumentare la probabilità di sviluppare un’infezione) e stare lontano da alcool, sigarette e droghe, che possono minare un organismo già debilitato dallo stress dell’intervento (sarebbe cosa buona, tra l’altro, continuare a mantenere uno stile di vita corretto e salutare anche in seguito). Tra le due e le quattro settimane l’aspetto torna del tutto normale, e già a partire dal terzo mese i primi risultati cominciano a essere evidenti: i capelli ricrescono in modo naturale e sono molto più spessi e forti; sei mesi dopo l’intervento, la zona sottoposta al trapianto inizia ad apparire notevolmente più popolata di capelli; un anno dopo, infine, i capelli appaiono densi e del tutto naturali.

Quale clinica scegliere? Quanto costa?

La già citata Capilclinic è una delle cliniche più prestigiose nel settore: tra i suoi chirurghi annovera esperti di fama internazionale ed è dotata di tutte le tecnologie più innovative. Alla Capilclinic è stata inoltre sviluppata e perfezionata la tecnica Min Time Fue, un metodo che estrae le unità follicolari e le innesta nel minor tempo possibile per migliorarne la sopravvivenza. I costi sono variabili a seconda della quantità di follicoli che devono essere trapiantati, del materiale e dello specialista. Un pacchetto tipico, con consulenza pre-operatoria, trapianto di capelli Fue Zaffiro, innesto con la massima quantità di impianti, mesoterapia con Dutasteride, lavaggio in clinica, consulenza post operatoria illimitata e kit di pulizia è offerto alla cifra di 2.900 €.

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