“Nacque al mondo un sole”: nel verso della Divina Commedia (Par. XI, v. 50) Dante riassume in una metafora la felicità e l’influsso della nascita di San Francesco d’Assisi sull’umanità. Attorno a questo sole, per celebrare gli 800 anni dalla sua morte, ruotano le maggiori iniziative artistiche e culturali d’Italia, mosse ad onorare il proprio santo patrono.
Inaugurato il 21 maggio scorso, Ravenna Festival vi consacra la sua XXXVII edizione prendendo dal sommo poeta, a cui ha dato i natali, il “la” per un programma che conterà più di cento eventi e più di mille artisti coinvolti. Quel sole rivive anche quest’anno a Ravenna con musica, danza, teatro e divulgazione come raggi di un nuovo umanesimo che non appartiene più solo ai credenti, ma anche a tutti coloro che invocano la pace, la sostenibilità, il dialogo tra culture e religioni, solidarietà e fratellanza.
Il sole dell’arte da vivere
Ravenna Festival, alla sua XXXVII edizione, continua fino all’11 luglio (con il regalo di un ultimissimo bis a novembre) un susseguirsi di concerti, rappresentazioni e dialoghi tenuti da alcuni tra i maggiori rappresentanti al mondo della cultura musicale e non solo.
Il concerto inaugurale dello scorso 21 maggio ha fissato in alto l’asticella di un’edizione dichiaratamente luminosa nel portare in scena, o meglio, in città l’eccellenza artistica come anima di un’umanità che ha estremo bisogno di essere richiamata: Anne-Sophie Mutter, solista per il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven, anticipa i grandi maestri Muti, Nagano, Onofri e tanti altri interpreti straordinari. Al fil rouge francescano appartiene il concerto che vede Riccardo Muti dirigere la sua Orchestra in Nobilissima visione di Paul Hindemith, per poi conversare con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto (7 giugno).
Al centro del festival la musica classica, non solo suonata, ma vissuta: Muti sarà impegnato l’1 e 2 giugno, alla guida di oltre 3000 coristi da tutt’Italia in due giorni di lezioni e prove per la seconda edizione di Cantare amantis est (e in due concerti), mentre in città si ospitano masterclass (come quelle del pianista Filippo Gorini) e residenze artistiche.
L’abbraccio a e della musica
Attorno alla musica classica, cuore storico di Ravenna Festival, si costruisce un evento sempre più ricco e inclusivo in termini di generi musicali e artistici. La solennità delle grandi orchestre è affiancata dalla musica leggera (Niccolò Fabi, Irene Grandi), dal jazz (tra gli altri, Pat Metherny, Matteo Mancuso, Paolo Fresu) della techno (Jeff Mills) e del rap (Ensi, Nerone, Tormento e altri).
Una dimensione, quella musicale, che si arricchisce di danza e teatro: la prima, disseminata di debutti, porta per la prima volta in Italia spettacoli come Murmuration Level2 di Sadeck Berrabah e The infinite Approach di Yoann Bourgeois; mentre la sezione teatro si ripresenta sempre più ricca grazie a quelle compagnie del territorio che fanno Ravenna uno dei più fertili terreni del teatro italiano.
Un festival diffuso
Impossibile citare tutti gli artisti e gli spettacoli in programma, florilegio di personalità e momenti che dal 1990 conquistano tutta la città di Ravenna e il suo pubblico. Infatti il Festival si disloca, occupando le principali sedi della cultura ravennate e dintorni: da Palazzo Mauro De André, Teatro Alighieri, Museo d’Arte della città di Ravenna, Basilica di San Francesco, Chiostri danteschi e Rocca Brancaleone (dove nel 1990 Riccardo Muti diresse il primo concerto inaugurale e sancì la nascita del Festival), al Teatro comunale di Russi o i Giardini della Rocca di Bertinoro.
La location diffusa coinvolge luoghi che fanno parte del patrimonio Unesco, come il Mausoleo di Teodorico, di cui nel 2026 ricorre il 1500° anniversario della morte. Al sovrano ostrogoto, che fece di Ravenna la sua capitale, è dedicato uno degli appuntamenti che uniscono parole e musica, con la lectio dello storico dell’arte Jacopo Veneziani accompagnato da un Sestetto dell’Orchestra Cherubini. Festival Ravenna si chiuderà a novembre quando, dal 13 al 17, la manifestazione renderà omaggio a Mozart e, in particolare, all’anno 1791, in cui videro la luce opere come La clemenza di Tito, Die Zauberflöte (Il flauto magico) e l’incompiuta Messa da Requiem in re minore K. 626.