Un Hal 9000, il supercomputer di bordo della nave spaziale Discovery nel film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, a “esascala” in grado cioè di raggiungere la velocità di calcolo di milioni di miliardi di operazioni in virgola mobile (petaflop) al secondo
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La corsa all'High Performance Computing (HPC) nel ventunesimo secolo è la nuova corsa allo spazio. In tutto il mondo, gruppi di ingegneri e scienziati puntano a creare sistemi di calcolo sempre più potenti, capaci di elaborare quantità sempre maggiori di dati e nel minor tempo possibile. Necessari e strategici, i supercomputer hanno applicazioni - e stanno già producendo risultati- in molti settori dalla medicina alle energie rinnovabili, dalla ricerca scientifica alla ricerca nello spazio, dalla geofisica alla climatologia, fino alla sicurezza da attacchi alle reti informatiche. A questa sfida globale, Eni risponde con HPC4, il supercomputer che l’azienda ha avviato nella propria infrastruttura di supercalcolo situata nel Green Data Center di Ferrara Erbognone, quadruplicandone la potenza e rendendola la più potente al mondo a livello industriale.
HPC4 ha infatti una performance di picco pari a 18,6 petaflop che, associata a quella del sistema di supercalcolo già operativo (HPC3), porta l’intera infrastruttura a raggiungere una disponibilità di potenza di picco pari 22,4 petaflop, vale a dire 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Se si prendono a riferimento i valori riportati nella classifica Top500 dei supercomputer più potenti al mondo pubblicata a novembre del 2017 (la prossima verrà pubblicata a giugno 2018), il sistema di supercalcolo di Eni si collocherebbe tra i primi dieci al mondo, primo tra i sistemi non-governativi e non-istituzionali.
I supercalcolatori del Green Data Center forniscono un supporto strategico al processo di trasformazione digitale dell’azienda dal cane a sei zampe, dalle fasi di esplorazione e sviluppo dei giacimenti oil & gas, alla gestione dei big data generati in fase di operation da tutti gli asset produttivi (upstream, refining e chimici). HPC4, in particolare, consentirà per le attività upstream l’esecuzione e l’evoluzione degli algoritmi dedicati all’imaging geofisico tridimensionale, alla modellizzazione dei sistemi petroliferi, e all’elaborazione di modelli sofisticati di simulazione di giacimento e di ottimizzazione degli impianti produttivi. Sarà possibile elaborare e stoccare enormi quantità di dati per l’imaging geofisico, la modellizzazione di sistemi petroliferi e di giacimento e altresì utilizzare algoritmi predittivi e di cognitive computing per tutte le attività di business del Gruppo.
“Per la nostra industria - ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni - è sempre più vitale poter elaborare una quantità di dati in continua crescita, garantendo risultati sempre più accurati e in tempi rapidi: con HPC4 stiamo tracciando la strada dell’utilizzo di supercalcolatori di potenza exascale nel mondo dell’energia, sistemi che potrebbero rivoluzionare le modalità di gestione delle attività oil&gas. In linea con il nostro impegno per la sostenibilità, HPC4 è stato sviluppato in modo da ottenere il massimo livello di efficienza energetica. Inoltre, lo stesso Green Data Center che già utilizza tecnologie innovative per ridurre al minimo le emissioni di CO2 e i costi operativi”.
HPC4 Supercomputer
L’architettura del nuovo supercalcolatore è stata concepita con la stessa filosofia delle precedenti, tutte basate su una tecnologia cluster ibrida. Più precisamente HPC4 è fornito da Hewlett Packard Enterprise (HPE) ed è costituito da 1.600 nodi HPE ProLiant DL380, ognuno costituito da 2 processori Intel 24-core Skylake (per un totale di oltre 76,000 cores) e 2 acceleratori GPU NVIDIA Tesla P100. I nodi sono connessi attraverso una rete ad alta velocità EDR Infiniband. Il sistema HPC4 sarà affiancato da un sistema di archiviazione di 15 Petabytes ad alte prestazioni.