Una città riflessiva che reagisce agli stimoli di chi la vive. Una città che “risponde”, che sa quando fermarsi e quando…correre. Una di quelle che non rimane mai al buio e che non dimentica le luci accese. Una città che lavora e che si cura da sé, che sa governare il traffico, che apre e chiude cantieri senza disturbare. Non è un sogno e nemmeno uno scenario futuro: anche oggi possiamo “abitare” così.
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Dove siamo? Forse a Milano, a Napoli, a Pescara, a Torino…Siamo nella nostra città. Dentro di “lei” però, ogni tanto perdiamo la pazienza. Perché la nostra strada resta al buio; perché il cantiere chiuso ieri è stato riaperto – stesso punto, stessa voragine, stessa colonna di auto chiuse nell’imbuto – da qualcun altro. Ieri i tubi dell’acqua, oggi il gas e domani sarà la volta dei cavi telefonici. Noi? Sempre in trappola. Poi i semafori che cambiano colore senza coordinarsi mentre qualcuno decide, proprio all’ora di punta, di dare una riverniciata ai passaggi zebrati formando, in un attimo, una coda chilometrica (i pedoni? Si godano la loro sana boccata di veleno).
Succede, ancora, che è più probabile fare “6” al Superenalotto che trovare parcheggio. “Il pedone non esiste: il pedone è un automobilista fortunato che ha appena parcheggiato”. Così dicevano a Roma; lo dicono ancora, anche altrove. Anni fa ci illudemmo che sarebbero bastati i parcometri, la sosta a tempo e a pagamento. No, ci vuole coordinamento, sinergia tra intelligenze; quella nostra e quella artificiale.
Non è domani, è oggi: oggi possiamo (potremmo) localizzare il parcheggio più vicino interpellando il nostro smartphone; oggi possiamo (potremmo) coordinare tutte le imprese per aprire e chiudere cantieri una volta per tutte, senza più scavare, ricoprire e poi scavare di nuovo.
Oggi possiamo (potremmo) razionalizzare i consumi elettrici tramite l’installazione di lampioni capaci di monitorare in tempo reale “che luce fa”, quanto passaggio…Lampioni intelligenti. E siamo sempre qui: siamo all’intelligenza, un dono di tante donne, tanti uomini e – se lo vogliamo – delle città in cui vivono. Si scrive smart city e si legge coordinamento, sicurezza, digitalizzazione, pulizia, accessibilità. Soprattutto, sinergia tra pubblico e privato, tra chi amministra e chi fornisce l’intelligenza.
L’intelligenza cittadina si chiama “Facility Management Urbano”, ovvero gestione integrata dei servizi, per dire basta al condizionale: possiamo. Si può fare con Rekeep Spaazienda di facility management che ha sulle spalle ottant’anni di esperienza. L’idea di Rekeep per il facility management urbano consiste nella creazione di un nuovo modello di gestione dell’infrastruttura urbana il cui cuore è la realizzazione di una piattaforma informatica in grado di elaborare tutte le informazioni e coordinare tutti i servizi, dal parcheggio al car sharing, dalla segnaletica alla cartellonistica, dal cantiere alla luce, dai rumori allo smog…
Come dire: ogni “colpo di tosse” del nostro habitat viene monitorato, corretto, interpretato per garantirci sicurezza, decoro urbano, risparmio. Tutto questo tramite un partnerariato tra pubblico e privato secondo un’innovativa formula contrattuale: il Comune affida a Rekeep la gestione dei servizi pagando un canone fisso. L’Azienda, tramite una gestione razionale (intelligente, scusate se insistiamo) di costi e investimenti, avrà i suoi benefici.
L’idea, le idee di Rekeep possiamo toccarle con mano a Bologna ed in altri centri medio-piccoli dove già da qualche tempo l’Azienda sta lavorando. Ma il Facility Management Urbano può realizzarsi ovunque. Basta volerlo.
Basta una città, quella nostra. Basta l’intelligenza.