L’intelligenza e il futuro; un futuro sempre più “in rete”. Ma la Rete, anche nel presente, va riprogrammata, riveduta e corretta. Automatizzazione dei processi, infrastrutture da potenziare o da ripensare. Ancora: il Cloud, lo smart working, la cybersecurity… Quanto ne sappiamo? Anzi: come – e con chi – prepararsi alle sfide che ci aspettano?
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La testa fra le nuvole. Come dire che sei distratto, assente, addormentato. Oggi qualcosa è cambiato: la nostra memoria ha deciso di… tornare su, per rifugiarsi in quella nuvola che non dimentica niente e risponde al volo. Sì, il Cloud; ci siamo saliti in tanti.
Facciamo un passo indietro, torniamo giù. Qui si parla – si era capito– di ICT (Information and Communication Technology). Dunque la Rete, i dati, la domotica, la banda larga, le fibre, i data center, i server, i provider, l’IOT... Insomma parliamo delle infrastrutture che tengono in piedi il nostro lavoro e quello delle aziende, dalla più piccola fino alle multinazionali.
Domanda: come siamo messi? Siamo pronti per domani e per dopodomani? Già perché tutti diamo per scontato di essere sempre connessi. Ma la Rete è tutt’altro che scontata.
Ne parliamo con Paolo Prevedini, marketing & Business director di Maticmind, System Integrator italiano operante nel settore ICT che progetta, integra e gestisce soluzioni tecnologiche innovative in ambito Networking, Cybersecurity, Collaboration, Datacenter & Cloud e Applicativo.
Paolo Prevedini, marketing & Business director di Maticmind
“L’emergenza Covid – esordisce Prevedini – è stata anche uno “stress test” per saggiare l’efficienza delle nostre infrastrutture informatiche. Pensiamo allo smart working: da un giorno all’altro si è moltiplicato, sottoponendo la Rete a sforzi mai provati prima. Qualcosa, inevitabilmente, ha ceduto. Però…”. Però?
“Beh, anche le emergenze insegnano, aprono gli occhi. E con gli occhi aperti vedi i problemi da sanare, vedi dove e quando l’ingranaggio si ferma e perché si ferma. L’emergenza, insomma, è stata un “driver” per la digitalizzazione rendendo tutti consapevoli dell’importanza, della centralità strategica dell’ICT. Dopo i test si tirano le somme. Riecco la domanda: come siamo messi? Dove (e come) bisogna intervenire?
“Oggi è fondamentale un’idea di reti e infrastrutture che, in maniera automatica/semiautomatica, si adattino alle applicazioni da utilizzare. Disporre cioè di una piattaforma che garantisca ovunque l’accesso ai dati. Non si parla solo di banda larga (che in alcune zone d’Italia è tuttora un problema), ma di quegli strumenti che riescono ad ottimizzarla. È questa una delle sfide principali che gli operatori di TLC devono vincere nel prossimo futuro”.
Torniamo tra le nuvole: nel Cloud
“Quest’anno ha avuto una grande accelerazione, per tre motivi fondamentali: è democratico (accessibile a tutti), ha capacità e velocità di delivery ben al di sopra dello standard “terreno” ed è flessibile. A marzo, improvvisamente, milioni di uomini e di donne hanno abbandonato l’ufficio per trasformarsi in smart-worker. La gestione di questo “picco” in un tempo ragionevole è stata possibile solo grazie alle soluzioni cloud-based”. A proposito di smart working: per molti è stato un esperimento, una soluzione d’emergenza. Domani…?
“Domani, anzi oggi, molti non torneranno più indietro. Ecco un’altra sfida per chi, come noi, opera nel settore: dare stabilità a quelle soluzioni pensate per l’emergenza, poggiandosi su una rete flessibile, resistente e resiliente per gestire scenari (e numeri) simili. Ne consegue che c’è bisogno anche di un cambio di approccio da parte nostra, da parte degli uomini e delle donne che si trovano dietro alla tastiera: dobbiamo adeguarci ai nuovi scenari. Per questo, assieme al nostro partner Fortinet, abbiamo generato un Paper nel quale si trovano consigli e suggerimenti per difendere l’infrastruttura IT dell’azienda da attacchi malevoli. Qualcuno credeva (molti lo credono ancora) che bastasse il classico antivirus per mettersi al riparo. Così non è. E, ancora una volta, oltre al software conta l’intelligenza biologica. Dobbiamo abituarci ai cambiamenti; giorno dopo giorno”.