C’è chi le racconta e chi le ascolta. Poi c’è chi decide di entrarci dentro per interagire con tutti i “personaggi”: dalle cime impervie ai prati infiniti, dai colori irripetibili agli odori che credevamo aver dimenticato. Il mare, l’avventura, la voglia di fermarsi ad ascoltare per poi rimettersi in cammino lungo un paesaggio da fiaba
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C’è una fetta di Adriatico che accarezza e colora la terra. Poi quella terra si arrampica, si aggrappa al cielo con la forza delle rocce, della neve che resiste al sole.
Noi siamo qui, siamo dentro il paesaggio. Siamo noi il pennello, noi possiamo colorare, cancellare, togliere e aggiungere luce, spostare più in là quel borgo, quel boschetto…
Stanchi di camminare? Assolutamente no. Camminare o pedalare, perché qui anche la bicicletta può entrare nel “quadro”. Ieri nuotavamo nell’Adriatico, oggi ci bagniamo nelle acque dolci di un lago apparso all’improvviso dietro un anfratto. Uno specchio che ci guarda, ci abbraccia e ci avvolge, caldamente, nei suoi gelidi flutti.
Il quadro, la fiaba che vediamo – e che stiamo vivendo – si chiama Slovenia. Lago Triglav
Dove siamo? Forse nel Parco Nazionale di Triglav che deve il nome all’omonimo monte che è il più alto del Paese (2.864 m). Nel Parco l’uomo, gli uomini che ci vivono e ci lavorano sembrano muoversi con lo stesso ritmo del vento, degli alberi, dei cespugli, della terra bagnata o assetata. Uomini e donne che tengono in vita il paesaggio con i sapori, le idee, la cucina, le tradizioni antiche. Lago Bohinj
Dal verde all’ambra, dall’erba grassa e bagnata alla roccia pungente che si conficca con mille riflessi verso il cielo. Ora risaliamo i sentieri delle Alpi Giulie; il tempo si ferma, anzi: il tempo siamo noi, che decidiamo quando il giorno diventerà notte, quando ripartire e quanto restare. Restare per guardare giù, per spiare i camosci che fingono di non vederci ma che ci sorvegliano con ansia…
Poi le Alpi di Kamnik e della Savinja, vero paradiso per gli alpinisti. Qui troviamo l’Altipiano Velika planina, forse il più bello della Slovenia, con le due mirabili vallate Logar e Kamniška Bistrica. A Logar incontriamo la spettacolare cascata Rinka. Cascate Rinka
Ancora acqua, dunque. Un’acqua che la Slovenia sa declinare in infinite maniere: c’è quella calda e affettuosa del mare, il cui sale – da sempre – è ricchezza, benessere, coccole.
Cascate Savica
Poi c’è l’acqua tortuosa, aggressiva e impertinente dei fiumi che tagliano le montagne e le vallate. Infine l’acqua placida dei laghi e le cascate, dove il nostro sguardo cade e non si vorrebbe più rialzare. Qualche nome? Il Lago di Bohinj e la cascata Savica, il Lago di Bled con l’isolotto al centro che richiama il sogno di un bambino che non crescerà mai. O il lago Divje jezero, imprendibile e selvaggio. Bled
Anche la notte, in Slovenia, può essere fatata. Gli sloveni, innamorati della loro natura, hanno creato per i viaggiatori i “pernottamenti speciali”: si può dormire sulla chioma di un albero o sulla riva di un torrente o di un fiume come il Kolpa, il più caldo del Paese, dove troviamo anche una splendida piscina naturale in cui nuotare. Dal camping al “glamping”: dormire in una tenda lussuosa, in una casetta a forma di alveare o in una capanna come quelle dei pastori; ancora: casette in legno a forma di mulino, tende “a goccia” appese ai rami…
Glamping Garden Village Bled
Il calore e il colore del legno, perfetta imitazione degli antichi bivacchi autoctoni; il legno vien dal bosco e il bosco parla, racconta, stupisce. Per esempio nel ParkBloška Idila dove, oltre a dormire nelle tende glamping e nelle casette, si possono ammirare splendide opere d’arte scolpite nel legno.
C’era una volta... No, c’è ancora; c’è la Slovenia, noi ci siamo dentro. E la fiaba continua.