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"Ecco come si mangia in modo differente, con gusto e orgoglio"

Cucina Mancina, una  food  community dedicata a chi mangia differente, propone ricette con cibi adatti alle specifiche esigenze alimentari
di GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

2 minuti di lettura
"Essere next è una opportunità e una sfida. Per noi significa fare innovazione sociale attraverso la diffusione dei valori dell'alimentazione inclusiva e consapevole. Il tutto insieme ad una rete di mancini alimentari che cresce ogni giorno di più". Eccole Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, mamme pugliesi di Cucina Mancina, la prima food community dedicata a chi mangia differente e che aggrega centinaia di foodmakers. Online ricette creative e luoghi dove comprare o mangiare cibi adatti alle proprie esigenze alimentari. La loro Cucina Mancina è in gara nella competizione con le start up del food. E così anche Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano partecipano a Next, la Repubblica degli Innovatori sabato 29 marzo al teatro Piccolo di Milano.

Cosa racconta la vostra start up?
"Cucina Mancina è la prima food community dedicata a chi mangia differente, per scelta o per necessità, dove cercare e proporre ricette, informazioni e tutti i luoghi dedicati ai diversi stili alimentari: vegetariani, vegani, allergici, con pochi grassi, zuccheri o sodio, curiosi alimentari. Il portale aggrega foodlovers, foodmakers come blogger, fotografi e chef, aziende, ristoranti e negozi dedicati al cibo differente".

Che tipo di pubblico intende intercettare?
"I mancini alimentari sono diversamente onnivori: vegetariani, vegani, allergici, intolleranti, diabetici, colesterolemici, ipertesi, curiosi alimentari. Una vera e propria comunità che fa della consapevolezza alimentare una scelta di vita. Persone con stili alimentari differenti ma che ogni giorno si pongono le stesse domande: cosa cucino? dove posso comprare gli ingredienti? dove mangiare quando non sono a casa? con chi condividere problemi e soluzioni?"

Gli ingredienti per il successo di una start up quale la vostra?
"Ironia e creatività sono le chiavi di lettura che usiamo in casa mancina per ribaltare il concetto di diverso uguale sbagliato. Quello che per molti è considerato un problema, diventa per noi una opportunità utile a dar vita a soluzioni creative e sane che consentono di mangiare in maniera sana senza rinunciare al gusto, con un pizzico di ironia e di... orgoglio mancino!"

Qual è l'elemento caratterizzante, quello "wow"?
"Raccontiamo di sana e creativa alimentazione in maniera fresca e trasparente, per restituire gusto non solo al palato ma anche agli occhi e trasformare ogni pasto in una occasione di inclusione alimentare e condivisione. La forza di Cucina Mancina sta nella nostra forchetta parlante piegata a forma di C, ovvero al contrario. Il copyleft, la condivisione dei valori alimentari è un marchio di qualità nel quale sempre più persone si identificano come mancini alimentari".

Cosa rappresenta la rete per voi?
"Un grandissimo moltiplicatore virale di valori e contenuti, il luogo dove è possibile lo scambio, l'aggregazione e la condivisione. La costruzione della community di Cucina Mancina non sarebbe mai stata possibile in maniera così rapida ed esponenziale senza la rete. Il resto lo fa lo spirito vivo dei mancini alimentari che arricchiscono di gusto, entusiasmo e  contenuti vicini ai reali bisogni dei diversamente onnivori".

Il momento più difficile di questo percorso?
"Abbiamo dato vita a Cucina Mancina considerandola un sogno. Un catalizzatore di passioni, portando avanti i nostri lavori in parallelo, rinunciando a qualsiasi forma di tempo libero e a infinite ore di sonno. Non abbiamo mai pensato di mollare perché ogni volta che l'aria si fa più rovente ci diciamo: quando smetteremo di divertirci smetteremo di essere mancine!"

Le prossime sfide?
"Un tour nazionale in corso per la presentazione del nostro primo ricettario, "Eat different" edito da Gribaudo. La pubblicazione dello store locator sul portale, dove aggregare tutte le realtà aziendali che producono e somministrano alimentazione differente. E poi un progetto di inclusione alimentare e valorizzazione delle aziende mancine pugliesi all'estero attraverso un ricettario fotografico e illustrato".

Un tratto distintivo di un nexter, ovvero di un innovatore?
"Sentirsi in beta permanente. Avere sempre un pensiero di scorta, quello più folle e creativo, utile a risolvere problemi e imprevisti. Non smettere di sorridere e di unire i puntini".

Un consiglio ai giovanissimi che vorrebbero provare a misurarsi su un'esperienza di start up, magari legata al food?
"Non trascurare l'importanza della ricerca. Di contenuti, di realtà affini, di persone con le quali collaborare, ma soprattutto dei compagni di viaggio giusti con ci condividere sogni e sacrifici".