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"Mangiare bene è un bisogno primario"

Caterina Torcia racconta At Restaurant, una via tutta italiana nella cultura del cibo e nel design d'ambiente, ma con radici internazionali
di GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

1 minuti di lettura

Nome in codice: fast casual restaurant. Ovvero una nuova formula per mangiare al meglio. Così At si posiziona a metà strada tra un fast food e un casual dining. "E' la prima proposta in Italia di questa formula, una novità che anticipa qui un trend già in sviluppo in altri Paesi". Con queste parole Caterina Torcia racconta At Restaurant, una via tutta italiana nella cultura del cibo e nel design d'ambiente, ma con radici internazionali. Anche Caterina sarà protagonista al "Next  -  Repubblica delle Idee" il prossimo 29 marzo al teatro Piccolo di Milano.

Cosa rappresenta la vostra start up ?
"L'idea è un mix di esperienza  pluriennale nel mondo retail nazionale e internazionale, di cultura della cucina e del mangiare sano, di attenzione ai valori della natura e delle cose semplici tramandate da una famiglia di imprenditori e agricoltori, di viaggi all'estero, di amore per la bellezza e il gusto italiani, di cultura del servizio".

Ma da chi è composta la vostra clientela?
"Ci vengono a trovare persone che vogliono provare una nuova food experience caratterizzata dall'armonia tra una calda e genuina atmosfera, la varietà della proposta culinaria e qualità delle materie prime".

Quali sono gli ingredienti per il successo, elementi caratterizzanti
"Innanzitutto la varietà dei prodotti: dalla tiella di Gaeta all'acai, dalla baguette allo yoghurt al miele, dalle arance IGP alla zuppa di cavolo nero, passando per il gelato vegano e la torta alla cannella. Poi la location: lo sforzo anche economico di trovare il posto giusto, ad alta pedonalità. Oggi il centro di Roma, domani Bruxelles, New York, Lisbona. Per finire, il mood che si respira fatto di musica da ascoltare, un giornale da leggere, il tavolone di legno su cui appoggiarsi, scaffali pieni e colorati. Da aT si mangia, si condivide, si interagisce con tutti i cinque sensi".

Cosa rappresenta la rete per voi ?
"Oggi ci devono conoscere, domani ci devono comprare. Abbiamo l'ambizione di creare la community degli aTers: chi ci odia, ci amerà!"

Il momento più difficile e cosa vi ha portato ad andare avanti ?
"Vendere cibo nel centro storico di Roma: facile immaginare la tortuosità del percorso tra autorizzazioni e certificazioni! Abbiamo effettivamente pensato di mollare il progetto italiano per approdare direttamente all'estero".

Tratto distintivo di un nexter ?
"Sogni e coraggio, curiosità e attenzione al dettaglio, intuizione e un pizzico di follia".

Consiglio ai giovanissimi ?
"Guardatevi intorno e poi scegliete: o realizzate quello che non c'è o fate meglio quello che già c'è!"