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Andrea e la nuova generazione di lavoratori in rete. "Il fab lab è la nuova via italiana all'innovazione"

Nuovi luoghi e nuovi modi di lavorare. Arrivano anche in Italia i fab lab, che ripensano il lavoro in ottica di condivisione. Al Next di Milano Andrea Danielli, uno dei maggiori esponenti di questa nuova filosofiadi GIAMPAOLO COLLETTI@gpcolletti
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Anche in Italia si innesta la cultura digitale del fab lab, ovvero di uno spazio nel quale tutti possono co-progettare e realizzare i loro oggetti utilizzando strumenti  di "personal fabrication".  Diversamente da un'officina e come un coworking, il fab lab è aperto a una comunità di utenti. "Nel fab lab l'ibridazione informale di saperi è un motore di innovazione molto efficace", racconta Andrea Danielli, co-fondatore di Make In Italy. Anche Andrea Danielli sarà protagonista al Next  -  Repubblica delle Idee al teatro Piccolo di Milano.

Andrea, hai sostenuto che  "l'Italia sarà una Repubblica fondata sui Fablab". Perché?
"Perché ha 500.000 imprese manifatturiere che necessitano di nuovi prodotti e di figure professionali eccellenti: i fab lab possono costituire una piattaforma di ricerca, distribuita sul territorio e open source, e possono formare gli ingegneri e i designer di d…
Anche in Italia si innesta la cultura digitale del fab lab, ovvero di uno spazio nel quale tutti possono co-progettare e realizzare i loro oggetti utilizzando strumenti  di "personal fabrication".  Diversamente da un'officina e come un coworking, il fab lab è aperto a una comunità di utenti. "Nel fab lab l'ibridazione informale di saperi è un motore di innovazione molto efficace", racconta Andrea Danielli, co-fondatore di Make In Italy. Anche Andrea Danielli sarà protagonista al Next  -  Repubblica delle Idee al teatro Piccolo di Milano.

Andrea, hai sostenuto che  "l'Italia sarà una Repubblica fondata sui Fablab". Perché?
"Perché ha 500.000 imprese manifatturiere che necessitano di nuovi prodotti e di figure professionali eccellenti: i fab lab possono costituire una piattaforma di ricerca, distribuita sul territorio e open source, e possono formare gli ingegneri e i designer di domani in ambienti stimolanti e orizzontali".

Hai sostenuto che il fab lab debba aprirsi ad un pubblico mainstream, quindi allargato. Ma come si possono rendere i fab lab il cuore della manifattura italiana?
"Prioritario è raggiungere il grande pubblico, e per farlo devi entrare nella vita quotidiana delle persone. Forse riusciremo con i mobili open source, con un cellulare modulare come Ara (ora di Google), oppure con bici e scarpe su misura. Perché i fab lab diventino utili alle imprese occorre creare rete: servono sponsor, concorsi di idee rivolti ai fab lab e fiducia nella comunità dei makers".

Racconti di come il fab lab sia un emblema di innovazione. Cosa significa però fare innovazione in Italia?
"Per me significa produrre e diffondere informazione e creare networking, favorendo l'incontro tra idee e competenze per realizzarle. Non inseguirei modelli nati in realtà non comparabili con la nostra: esiste un italian way anche nell'innovazione, mancano semmai le risorse economiche".

Perché il digitale è un'opportunità?
"Nel caso di Internet, la sua forza è nella connessione di idee e persone che accelera la diffusione delle innovazioni. Inoltre, ha bassi costi di start up ed è il modo migliore per raggiungere, informare e fidelizzare i clienti; la "Internet of things" aumenta le informazioni nel e sul mondo "reale" creando comportamenti più intelligenti".

Un consiglio ai giovanissimi per diventare davvero "nexter", ovvero innovatori del proprio tempo?
"Per innovare occorre informarsi a trecentosessanta  gradi: saggi, riviste, blog e social network. Occorre frequentare persone stimolanti cercandole in gruppi su Facebook, LinkedIn, o in associazioni con valori simili ai nostri. Perché tutto ciò sia possibile, servono energie e sacrificio: meno serate a divertirsi, maggiore resistenza alla fatica, fisica e mentale".