LA VESCICA è l’organo che ha il compito di raccogliere l’urina che viene filtrata dai reni, prima di essere eliminata dal corpo. Il tumore consiste nella trasformazione in senso maligno delle cellule che ne rivestono la superficie interna. Il tipo più frequente è il carcinoma a cellule di transizione che costituisce circa il 95% dei casi. Altri tipi sono rappresentati dall’adenocarcinoma e dal carcinoma squamoso primitivo, ma sono decisamente meno frequenti. La malattia compare più frequentemente sulle pareti laterali dell’organo e ha un aspetto papillare (cioè come piccole escrescenza) nel 75% dei casi, oppure una forma piatta o nodulare. La distinzione tra il tumore maligno e il papilloma (che è invece scarsamente aggressivo), si basa sul numero di strati cellulari di cui è composta la formazione. Un’importante caratteristica di queste ultime forme, sia maligne sia benigne, è la tendenza a recidivare, cioè a riformarsi.
Numeri. Ogni anno si registrano circa 26.000 casi (circa il 7% di tutte le nuove diagnosi), 21.000 tra gli uomini (occupa il quarto posto tra i tumori incidenti oltre i 50 anni) e 5.000 tra le donne.L’80% dei pazienti che ha contratto un tumore della vescica nella seconda metà degli anni 2000 risultano ancora in vita a 5 anni dalla diagnosi.
Sintomi e diagnosi. Non esistono segni o sintomi specifici per i tumori vescicali che permettano una diagnosi precoce. Il principale segnale del tumore è la presenza di sangue nelle urine, sia visibile a occhio nudo sia solo al microscopio (microematuria), senza dolore. Altri sintomi iniziali possono essere la necessità di urinare più frequentemente, l’urgenza, il dolore o la difficoltà all’atto di urinare (minzione). Il persistere o ripetersi di ematuria (sangue nelle urine), soprattutto in soggetti a rischio (fumatori, esposizioni professionali) costituisce in genere un vero e proprio campanello di allarme. Per formulare la diagnosi completa sono però necessarie l’anamnesi (un’indagine sull’ambiente di lavoro e sulle abitudini del paziente), l’esame clinico, l’esame citologico (ricerca di cellule tumorali) nelle urine e altri esami più sofisticati per rilevare marcatori tumorali (come la gonadotropina corionica umana o hCG).
Numeri. Ogni anno si registrano circa 26.000 casi (circa il 7% di tutte le nuove diagnosi), 21.000 tra gli uomini (occupa il quarto posto tra i tumori incidenti oltre i 50 anni) e 5.000 tra le donne.L’80% dei pazienti che ha contratto un tumore della vescica nella seconda metà degli anni 2000 risultano ancora in vita a 5 anni dalla diagnosi.
Sintomi e diagnosi. Non esistono segni o sintomi specifici per i tumori vescicali che permettano una diagnosi precoce. Il principale segnale del tumore è la presenza di sangue nelle urine, sia visibile a occhio nudo sia solo al microscopio (microematuria), senza dolore. Altri sintomi iniziali possono essere la necessità di urinare più frequentemente, l’urgenza, il dolore o la difficoltà all’atto di urinare (minzione). Il persistere o ripetersi di ematuria (sangue nelle urine), soprattutto in soggetti a rischio (fumatori, esposizioni professionali) costituisce in genere un vero e proprio campanello di allarme. Per formulare la diagnosi completa sono però necessarie l’anamnesi (un’indagine sull’ambiente di lavoro e sulle abitudini del paziente), l’esame clinico, l’esame citologico (ricerca di cellule tumorali) nelle urine e altri esami più sofisticati per rilevare marcatori tumorali (come la gonadotropina corionica umana o hCG).