Una X nell’apposita casella. È il PRO-CTCAE, un acronimo che sta per Patient Reported Outcomes - Common Terminology Criteria for Adverse Event. In pratica, un questionario. Elaborato dal National Cancer Institute (NCI) statunitense e da luglio disponibile anche nella nostra lingua (qui per scaricarlo), in un’ottantina di domande il documento valuta la presenza, l’intensità e la frequenza di altrettanti sintomi: dal dolore alla nausea, dalla fatigue alle vampate notturne, all’appannamento della vista. Il paziente non deve che apporre una semplice “X” nella casella che corrisponde alla sua esperienza.
Un vantaggio in termini di sopravvivenza. Sono stati necessari un paio d’anni di lavoro dell'Italian PRO-CTCAE Study Group - costituito tra l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) e centri universitari della penisola - per tradurlo e, soprattutto, per testarne la facilità di comprensione da parte dei pazienti italiani, che hanno diversi livelli di alfabetizzazione, diverso genere, diverse età e diverse sensibilità. “Utilizziamo da tempo i CTC quando il paziente ci riferisce gli effetti avversi delle terapie. Con il PRO-CTC, cioè con la possibilità che il paziente stesso riporti e descriva gli effetti avversi delle cure, si fa un passo avanti”, dice Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom. “E il vantaggio di questo sistema è misurabile in termini di sopravvivenza: ci sono dati dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) secondo cui utilizzare PRO-CTC aumenterebbe la sopravvivenza di 6-8 mesi”.
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La fase di validazione. Ora il documento è disponibile sul sito NCI anche per i pazienti italiani. Questo, però, non significa che potrà essere utilizzato immediatamente. “Dovrà essere prima validato con un ampio studio sulla tossicità”, spiega ancora Pinto: “Una volta testato, il PRO-CTCAE potrà essere utilizzato anche nella nostra pratica clinica”. Il PRO-CTCAE è già stato tradotto dall’inglese in tedesco, spagnolo, danese, coreano, giapponese. Le prossime versioni saranno in greco, cinese, ceco e francese.
Testo modificato il 17/07/17