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(ansa)

Salviamo le mani

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Quante volte ci laviamo le mani in questi giorni? Ho calcolato non meno di cinque o sei volte. Mi è venuto in mente Sigmund Freud e le sue riflessioni circa le ossessioni e le fobie, tra cui quella di lavarsi le mani molte volte al giorno come per un rito di purificazione da parte di soggetti afflitti da nevrosi di angoscia.

Senza dubbio il coronavirus ha attivato in noi atteggiamenti fobici, per quanto il lavarsi le mani, a detta degli esperti, è una delle misure profilattiche migliori per non essere contagiati. Ora il continuo lavaggio delle mani però un effetto lo produce sulle nostre preziose estremità: le secca. Perciò via tutti, donne e uomini, a usare la crema per le mani. Questa è tra gli oggetti più ricercati in questi giorni, indispensabile anche per il fatto che siamo in inverno e le mani si screpolano già per via del freddo. Da dove vengono le creme per le mani? Dal mondo antico.

Nella farmacopea egizia tra gli ungu…
Quante volte ci laviamo le mani in questi giorni? Ho calcolato non meno di cinque o sei volte. Mi è venuto in mente Sigmund Freud e le sue riflessioni circa le ossessioni e le fobie, tra cui quella di lavarsi le mani molte volte al giorno come per un rito di purificazione da parte di soggetti afflitti da nevrosi di angoscia.

Senza dubbio il coronavirus ha attivato in noi atteggiamenti fobici, per quanto il lavarsi le mani, a detta degli esperti, è una delle misure profilattiche migliori per non essere contagiati. Ora il continuo lavaggio delle mani però un effetto lo produce sulle nostre preziose estremità: le secca. Perciò via tutti, donne e uomini, a usare la crema per le mani. Questa è tra gli oggetti più ricercati in questi giorni, indispensabile anche per il fatto che siamo in inverno e le mani si screpolano già per via del freddo. Da dove vengono le creme per le mani? Dal mondo antico.

Nella farmacopea egizia tra gli unguenti vari, come riportano i papiri, c’è anche la formula per la creazione d’una efficace crema per la pelle e per le mani. La necessità di idratarle attraverso una pellicola che salvaguardi lo strato corneo è una costante di tutte le creme sia antiche che moderne. La loro base è costituita dai grassi che compongono una sorta di film superficiale che riduce la perdita d’acqua. Per questa ragione tutte le creme contengono già di loro acqua e poi oli vegetali come la mandorla o minerali come la paraffina, che è un derivato dalla raffinazione del petrolio, oppure prodotti sintetici come i trigliceridi. Tuttavia le sostanze umettanti più usate sono la glicerina e l’urea. La prima è anche una delle componenti più consuete di alcuni disinfettanti che si usano contro il temibile virus: la contengono in modo da non seccare troppo la pelle mentre la disinfettano.

In realtà, per evitare di lavarsi sempre – metodo molto semplice ed efficace a cui ci hanno educati prima di metterci a tavola o toccare il cibo – basterebbe indossare dei guanti, come quando si lavano i piatti. Ma i guanti fanno molto massaia e operaio e, pur essendo un capo tecnico, non sono molto amati in genere dalle persone che non esercitano mestieri per cui sono indispensabili, dai carpentieri ai chirurghi. Inibiscono la cosa più immediata: toccare, palpare, accarezzare, sfiorare. I guanti sono ritenuti “innaturali”, eppure mai come oggi ci eviterebbero di screpolarci le mani con continui lavaggi che Covid-19 ci obbliga. Maledetto virus!