Nel portafoglio degli italiani ci sono 20 miliardi. L’ha scritto Luca Piana su questo giornale l’11 maggio. Ci sono perché i portafogli sono rimasti infilati nelle giacche, nei pantaloni, nei cassetti o sui tavoli della maggior parte degli italiani. Pochi li hanno usati, dal momento che il lockdown ci ha tenuti a casa. Negozi chiusi e nessuna possibilità di spendere. Il portafoglio è stato l’oggetto più negletto di questo confinamento durato due mesi. In precedenza era la prima o ultima cosa che si controllava d’avere prima di uscire di casa: dove l’ho messo?
Nel portafoglio ci sono quei fogli che costituiscono la cartamoneta, il denaro stampato dalla Bce; oltre naturalmente al bancomat e alle carte di credito. Gli acquisti di beni di stretta necessità sono stati affidati inizialmente alle carte, perché si pensava che il contante veicolasse il virus, poi si è capito che sul tessuto con cui sono fatti gli e…
Nel portafoglio ci sono quei fogli che costituiscono la cartamoneta, il denaro stampato dalla Bce; oltre naturalmente al bancomat e alle carte di credito. Gli acquisti di beni di stretta necessità sono stati affidati inizialmente alle carte, perché si pensava che il contante veicolasse il virus, poi si è capito che sul tessuto con cui sono fatti gli e…
Nel portafoglio degli italiani ci sono 20 miliardi. L’ha scritto Luca Piana su questo giornale l’11 maggio. Ci sono perché i portafogli sono rimasti infilati nelle giacche, nei pantaloni, nei cassetti o sui tavoli della maggior parte degli italiani. Pochi li hanno usati, dal momento che il lockdown ci ha tenuti a casa. Negozi chiusi e nessuna possibilità di spendere. Il portafoglio è stato l’oggetto più negletto di questo confinamento durato due mesi. In precedenza era la prima o ultima cosa che si controllava d’avere prima di uscire di casa: dove l’ho messo?
Nel portafoglio ci sono quei fogli che costituiscono la cartamoneta, il denaro stampato dalla Bce; oltre naturalmente al bancomat e alle carte di credito. Gli acquisti di beni di stretta necessità sono stati affidati inizialmente alle carte, perché si pensava che il contante veicolasse il virus, poi si è capito che sul tessuto con cui sono fatti gli euro, dai 5 in su, il Covid-19 resta meno tempo che sulla plastica.
Il portafoglio è una invenzione abbastanza recente. Lo si fa rimontare al XII secolo, anche se in realtà è solo molto più tardi che si cominciano ad usare davvero le banconote, come del resto attestano i dizionari etimologici: una voce apparsa nel 1891 con il significato di “busta di pelle per banconote e simili” (Dizionario Petrocchi). Prima indicava solo la cartella porta documenti: “arnese in cui si mettono i fogli per portali con sé”. Il portafoglio non è da tempo più solo un oggetto maschile, ma anche femminile, per quanto gli uomini lo portino nella tasca posteriore del pantalone o in quella interna della giacca. Le donne, che possiedono una tasca ben più ampia – la borsetta – lo tengono lì: portafoglio, portadocumenti, carte e persino monete di metallo. Le donne conoscono la difficile arte del multiuso o, meglio, del multitasking: fare tante cose insieme. Per obbligo e necessità, ovviamente.
Nel portafoglio ci sono quei fogli che costituiscono la cartamoneta, il denaro stampato dalla Bce; oltre naturalmente al bancomat e alle carte di credito. Gli acquisti di beni di stretta necessità sono stati affidati inizialmente alle carte, perché si pensava che il contante veicolasse il virus, poi si è capito che sul tessuto con cui sono fatti gli euro, dai 5 in su, il Covid-19 resta meno tempo che sulla plastica.
Il portafoglio è una invenzione abbastanza recente. Lo si fa rimontare al XII secolo, anche se in realtà è solo molto più tardi che si cominciano ad usare davvero le banconote, come del resto attestano i dizionari etimologici: una voce apparsa nel 1891 con il significato di “busta di pelle per banconote e simili” (Dizionario Petrocchi). Prima indicava solo la cartella porta documenti: “arnese in cui si mettono i fogli per portali con sé”. Il portafoglio non è da tempo più solo un oggetto maschile, ma anche femminile, per quanto gli uomini lo portino nella tasca posteriore del pantalone o in quella interna della giacca. Le donne, che possiedono una tasca ben più ampia – la borsetta – lo tengono lì: portafoglio, portadocumenti, carte e persino monete di metallo. Le donne conoscono la difficile arte del multiuso o, meglio, del multitasking: fare tante cose insieme. Per obbligo e necessità, ovviamente.