Pier Paolo Pasolini cammina sul selciato dell’antica strada che porta a Orte nel corso di un filmato televisivo intitolato “La forma della città”, e spiega: “un’umile cosa, non si può nemmeno confrontare con certe opere d’arte, d’autore, stupende, della tradizione italiana. Eppure io penso che questa stradina da niente, così umile, sia da difendere con lo stesso accanimento, con la stessa buona volontà, con lo stesso rigore, con cui si difende l’opera d’arte di un grande autore”.
Quante strade così sono rimaste in Italia? Parecchie, ma molte di esse nelle località di montagna sono minacciate dal passaggio delle mountain bike. Con le loro ruote, sempre più grandi, queste biciclette finiscono per spostare e divellere sassi e ciottoli delle vie costruite secoli fa. Vivo una parte dell’anno in un paese posto al piede di un rilievo di media altezza. I boschi che portano a un …
Quante strade così sono rimaste in Italia? Parecchie, ma molte di esse nelle località di montagna sono minacciate dal passaggio delle mountain bike. Con le loro ruote, sempre più grandi, queste biciclette finiscono per spostare e divellere sassi e ciottoli delle vie costruite secoli fa. Vivo una parte dell’anno in un paese posto al piede di un rilievo di media altezza. I boschi che portano a un …
Pier Paolo Pasolini cammina sul selciato dell’antica strada che porta a Orte nel corso di un filmato televisivo intitolato “La forma della città”, e spiega: “un’umile cosa, non si può nemmeno confrontare con certe opere d’arte, d’autore, stupende, della tradizione italiana. Eppure io penso che questa stradina da niente, così umile, sia da difendere con lo stesso accanimento, con la stessa buona volontà, con lo stesso rigore, con cui si difende l’opera d’arte di un grande autore”.
Quante strade così sono rimaste in Italia? Parecchie, ma molte di esse nelle località di montagna sono minacciate dal passaggio delle mountain bike. Con le loro ruote, sempre più grandi, queste biciclette finiscono per spostare e divellere sassi e ciottoli delle vie costruite secoli fa. Vivo una parte dell’anno in un paese posto al piede di un rilievo di media altezza. I boschi che portano a un villaggio sovrastante sono attraversati da sentieri che gli antichi abitanti di questa terra avevano selciato con grande fatica.
Nell’arco dell’ultimo decennio il passaggio delle mountain bike li ha scassati in modo irrimediabile cancellando in alcuni tratti l’acciottolato che nessuno risistemerà più. Le pietre sono rotolate di fianco e quando piove la stradina, su cui salivano un tempo i residenti per raccogliere la legna, è ridotta a un torrente per cui l’acqua cancella ulteriormente la pavimentazione rimasta. Niente contro le mountain bike, ma credo che bisognerebbe limitarne il transito su queste strade o imporre a chi le usa per questo sport di ripristinare l’acciottolato e la manutenzione.
Come diceva Pasolini anche queste umili strade create dal lavoro dei nostri predecessori andrebbero difese da chi le sfregia. Come sovente capita in questo bellissimo paese noi usiamo la bellezza creata dai nostri antenati e non facciamo abbastanza per averne cura e pochissimo per tramandarla intatta ai posteri.
Quante strade così sono rimaste in Italia? Parecchie, ma molte di esse nelle località di montagna sono minacciate dal passaggio delle mountain bike. Con le loro ruote, sempre più grandi, queste biciclette finiscono per spostare e divellere sassi e ciottoli delle vie costruite secoli fa. Vivo una parte dell’anno in un paese posto al piede di un rilievo di media altezza. I boschi che portano a un villaggio sovrastante sono attraversati da sentieri che gli antichi abitanti di questa terra avevano selciato con grande fatica.
Nell’arco dell’ultimo decennio il passaggio delle mountain bike li ha scassati in modo irrimediabile cancellando in alcuni tratti l’acciottolato che nessuno risistemerà più. Le pietre sono rotolate di fianco e quando piove la stradina, su cui salivano un tempo i residenti per raccogliere la legna, è ridotta a un torrente per cui l’acqua cancella ulteriormente la pavimentazione rimasta. Niente contro le mountain bike, ma credo che bisognerebbe limitarne il transito su queste strade o imporre a chi le usa per questo sport di ripristinare l’acciottolato e la manutenzione.
Come diceva Pasolini anche queste umili strade create dal lavoro dei nostri predecessori andrebbero difese da chi le sfregia. Come sovente capita in questo bellissimo paese noi usiamo la bellezza creata dai nostri antenati e non facciamo abbastanza per averne cura e pochissimo per tramandarla intatta ai posteri.