Un amico la chiama: la tecnica delle due mascherine. La prima, quella cosiddetta chirurgica, di colore azzurro, in tessuto non tessuto in polipropilene, non è sigillata in basso e in alto; la si usa per strada e nei luoghi aperti. Ripara dal virus altrui, se si è a distanza, e non diffonde il proprio nel caso uno ce l’abbia e sia asintomatico; blocca il così detto droplet, ma non è totalmente sicura. Poi c’è l’altra: FFP2 o KN95, che è in grado di filtrate il 95% di particelle del diametro di 2,5 micron con uno strato elettrostatico (ASCOLTA IL PODCAST)
Un amico la chiama: la tecnica delle due mascherine. La prima, quella cosiddetta chirurgica, di colore azzurro, in tessuto non tessuto in polipropilene, non è sigillata in basso e in alto; la si usa per strada e nei luoghi aperti. Ripara dal virus altrui, se si è a distanza, e non diffonde il proprio nel caso uno ce l’abbia e sia asintomatico; blocca il così detto droplet, ma non è totalmente sicura. Poi c’è l’altra: FFP2 o KN95, che è in grado di filtrate il 95% di particelle del diametro di 2,5 micron con uno strato elettrostatico (ASCOLTA IL PODCAST)