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La nuova fede? La bicicletta

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Appena si palesa la bella stagione le strade si riempiono di cicloturisti. Li incontri in pianura e lungo i tornanti di montagna, li incroci nel Delta del Po come sulle strade appenniniche, sulle vie consolari come vicino alle spiagge. Il cicloturismo è diventato una passione di massa. Sono centinaia di migliaia le persone che lo praticano. C’è il cicloturismo sportivo, quello domenicale a gruppi con biciclette da corsa e quello dei tour con destinazioni lontane. La vacanza in bicicletta da oltre un decennio è diventata qualcosa di più che una moda passeggera. I rari cicloturisti che si vedevano venti o trenta anni sulle strade del Bel Paese scendevano dai paesi del Nord Europa per fare il loro viaggio in Italia pigiando sui pedali. Erano pochi e in qualche misura pittoreschi, almeno per chi usava la bicicletta per spostarsi in città o per raggiungere il lavoro. Poi ha cominciato a prendere piede il cicloturismo sportivo diretto verso i passi a…

Appena si palesa la bella stagione le strade si riempiono di cicloturisti. Li incontri in pianura e lungo i tornanti di montagna, li incroci nel Delta del Po come sulle strade appenniniche, sulle vie consolari come vicino alle spiagge. Il cicloturismo è diventato una passione di massa. Sono centinaia di migliaia le persone che lo praticano. C’è il cicloturismo sportivo, quello domenicale a gruppi con biciclette da corsa e quello dei tour con destinazioni lontane. La vacanza in bicicletta da oltre un decennio è diventata qualcosa di più che una moda passeggera. I rari cicloturisti che si vedevano venti o trenta anni sulle strade del Bel Paese scendevano dai paesi del Nord Europa per fare il loro viaggio in Italia pigiando sui pedali. Erano pochi e in qualche misura pittoreschi, almeno per chi usava la bicicletta per spostarsi in città o per raggiungere il lavoro. Poi ha cominciato a prendere piede il cicloturismo sportivo diretto verso i passi alpini. Erano singoli o più spesso gruppi d’amici organizzati in piccoli cenacoli o associazioni: imitavano i pedalatori professionisti, i ciclisti del Giro o del Tour. Poi sono venuti i ciclisti fai-da-te che raggiungevano le foci del Danubio pedalando sulle piste ciclabili, che allora in Italia erano ancora una realtà di là da venire. Sport e insieme vacanze di coppia o gruppi famigliari. La bicicletta da genere povero è diventato così un oggetto costoso; e si è affermato il bikepacking con borse da manubrio, per il sottosella o agganciate al telaio. E non bastavano più le strade asfaltate: è comparso il cicloturismo rurale su percorsi fuoristrada, strade bianche o tratturi di campagna. La bicicletta intanto diventava un oggetto di culto con sacerdoti, fedeli e riti; aprivano ciclo-officine e negozi specializzati, in libreria e in edicola comparivano libri e pubblicazioni periodiche; una piccola industria con un suo discreto fatturato. Da oggetto povero la bici è diventata un bene di lusso. Ma nonostante tutto dai tempi della sua invenzione nell’Ottocento non si è evoluta tecnicamente di molto. Certo è cambiata, eppure conserva ancora la forma di un triangolo con due circonferenze. La geometria è quella e i pedali pure. Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala.