I venditori ambulanti sono tornati ad offrirla. Inaspettatamente in questa estate, che si spera di fine-Covid, sono riapparse le bandane. Appese ai trespoli, con tutto il resto della mercanzia dei ragazzi nordafricani, c’è anche lei. La bandana ha una storia molto lunga se è vero che viene dall’hindi, bandhnu, dal nome del sistema di tintura usato nella produzione indiana; altri invece la fanno discendere da una parola che significherebbe “legaccio”, “fiocco”, sempre dall’hindi: “attaccare”. A noi arriva dall’inglese bandanna. Si tratta di un fazzoletto di cotone leggero stampato in una fantasia bicolore. La Treccani l’attribuisce all’abbigliamento dei giovani che lo portano legato attorno alla fronte, al collo o ai polsi. In origine era di seta di colore rosso o blu. Poi gli inglesi hanno cominciato a produrli in cotone di cui sono stati i maggiori commercianti, e che è la base della ricchezz…
I venditori ambulanti sono tornati ad offrirla. Inaspettatamente in questa estate, che si spera di fine-Covid, sono riapparse le bandane. Appese ai trespoli, con tutto il resto della mercanzia dei ragazzi nordafricani, c’è anche lei. La bandana ha una storia molto lunga se è vero che viene dall’hindi, bandhnu, dal nome del sistema di tintura usato nella produzione indiana; altri invece la fanno discendere da una parola che significherebbe “legaccio”, “fiocco”, sempre dall’hindi: “attaccare”. A noi arriva dall’inglese bandanna. Si tratta di un fazzoletto di cotone leggero stampato in una fantasia bicolore. La Treccani l’attribuisce all’abbigliamento dei giovani che lo portano legato attorno alla fronte, al collo o ai polsi. In origine era di seta di colore rosso o blu. Poi gli inglesi hanno cominciato a produrli in cotone di cui sono stati i maggiori commercianti, e che è la base della ricchezza della Gran Bretagna, come racconta lo storico Sven Beckert in L’impero del cotone (Einaudi). Ha cominciato a dilagare negli anni Sessanta dopo che s’era vista in precedenza al collo dei cow boy come degli indiani nei film hollywoodiani. Mitico Easy Rider di Denis Hopper, che fece decollare la vendita di bandane nella nicchia dei guidatori di motociclette Harley Davinson; da lì ai cantanti rock fino ad arrivare ai giorni nostri. In una voce del web si dice che la vera bandana sarebbe nata ai tempi della Rivoluzione americana attraverso il dono che Martha Washington fece a suo marito, il generale George, realizzando il riquadro dallo stampatore John Herwson: rosso con il suo ritratto a cavallo tra cannoni e bandiere. Si tratta di un capo d’abbigliamento volto alla propaganda usato in varie campagne elettorali, come quella del 1952 di Eisenhower; persino la Kellog’s ne mise in circolazione uno blu con stampigliato la propria pubblicità. Più recentemente due sono i personaggi che l’hanno indossato: Marco Pantani e Silvio Berlusconi. Il primo era noto come il Pirata, il secondo come il Cavaliere. Due vite parallele che sarebbero da riscrivere insieme. Ora la bandana viene proposta sulle sabbie dei littorali italiani agli uomini calvi privi di cappello: estrema difesa contro il solleone di questa strana estate 2021