In uno dei suoi meravigliosi libri lo storico dell’alimentazione, nonché scrittore, Piero Camporesi ha sfatato un mito assai diffuso, quello delle città medievali prive di rumore. Proprio il contrario. Secondo Camporesi erano molto chiassose, perché le attività febbrili si svolgevano dentro la città, ed era tutto un battere e ribattere, un passaggio di carriaggi e un rimbombare di voci. Inquinamento acustico e inquinamento atmosferico erano poi quasi sovrapponibili. Il paesaggio sonoro delle città è andato peggiorando fino all’apice della rivoluzione industriale, poi ha cominciato a migliore. Il rumore del traffico automobilistico attuale è nulla rispetto al passaggio di carrozze e carri trainati da cavalli sugli acciottolati. Ora nel paesaggio sonoro delle nostre città s’è imposto un suono che è diventato purtroppo consueto con la pandemia: l’urlo delle sirene delle autoambulanze (ASC…
In uno dei suoi meravigliosi libri lo storico dell’alimentazione, nonché scrittore, Piero Camporesi ha sfatato un mito assai diffuso, quello delle città medievali prive di rumore. Proprio il contrario. Secondo Camporesi erano molto chiassose, perché le attività febbrili si svolgevano dentro la città, ed era tutto un battere e ribattere, un passaggio di carriaggi e un rimbombare di voci. Inquinamento acustico e inquinamento atmosferico erano poi quasi sovrapponibili. Il paesaggio sonoro delle città è andato peggiorando fino all’apice della rivoluzione industriale, poi ha cominciato a migliore. Il rumore del traffico automobilistico attuale è nulla rispetto al passaggio di carrozze e carri trainati da cavalli sugli acciottolati. Ora nel paesaggio sonoro delle nostre città s’è imposto un suono che è diventato purtroppo consueto con la pandemia: l’urlo delle sirene delle autoambulanze (ASCOLTA IL PODCAST)