Imbocco l'autostrada e subito mi si para davanti il grande cartello verde, in fondo a cui c'è scritto: No autostop. Ma di autostoppisti non c'è neppure l'ombra, non solo qui in autostrada, ma anche sulle strade statali o provinciali. Sembrano scomparsi. Sono passati pochi decenni e non si vedono più i ragazzi e le ragazze con lo zaino in spalla e con il dito pollice in fuori in attesa di un passaggio. La parola autostop è un anglicismo che si è affermato anche da noi. Tutto comincia con la grande Depressione degli anni Trenta. Ci sono le foto di Walker Evans e le canzoni di Woody Guthrie a testimoniarlo. Per spostarsi lungo le strade americane si ricorreva al pollice (ASCOLTA IL PODCAST)
Imbocco l'autostrada e subito mi si para davanti il grande cartello verde, in fondo a cui c'è scritto: No autostop. Ma di autostoppisti non c'è neppure l'ombra, non solo qui in autostrada, ma anche sulle strade statali o provinciali. Sembrano scomparsi. Sono passati pochi decenni e non si vedono più i ragazzi e le ragazze con lo zaino in spalla e con il dito pollice in fuori in attesa di un passaggio. La parola autostop è un anglicismo che si è affermato anche da noi. Tutto comincia con la grande Depressione degli anni Trenta. Ci sono le foto di Walker Evans e le canzoni di Woody Guthrie a testimoniarlo. Per spostarsi lungo le strade americane si ricorreva al pollice (ASCOLTA IL PODCAST)