Nell’anno bisestile 2036 potrebbe finalmente terminare il Kali Yuga, processo che secondo l’escatologia induista avrebbe fin qui lasciato correre la civiltà verso la sua decadenza. In quello stesso 2036, secondo previsioni della società di consulting Pricewaterhouse, il volume delle attività bancarie degli Emerging Seven (Cina, India,
Russia, Brasile, Messico, Indonesia e Turchia) supererà quello dei paesi del G7. Nel frattempo uno studio-sondaggio commissionato da London & Partners ha elencato le novità attese per quella scadenza: pizze a casa con droni, auto con pilota automatico, microchip sottopelle, clonazione, organi umani creati con stampanti 3D, indumenti connessi al web, stazioni spaziali, amanti virtuali da sogno e robot a tutta callara. Vinto in modo trionfale (77,92 per cento) il referendum per togliersi dai piedi il vincolo dei mandati, nel 2036 Putin sarà ancora al comando della Federazione russa. Ma siccome gli a…
Russia, Brasile, Messico, Indonesia e Turchia) supererà quello dei paesi del G7. Nel frattempo uno studio-sondaggio commissionato da London & Partners ha elencato le novità attese per quella scadenza: pizze a casa con droni, auto con pilota automatico, microchip sottopelle, clonazione, organi umani creati con stampanti 3D, indumenti connessi al web, stazioni spaziali, amanti virtuali da sogno e robot a tutta callara. Vinto in modo trionfale (77,92 per cento) il referendum per togliersi dai piedi il vincolo dei mandati, nel 2036 Putin sarà ancora al comando della Federazione russa. Ma siccome gli a…
Nell’anno bisestile 2036 potrebbe finalmente terminare il Kali Yuga, processo che secondo l’escatologia induista avrebbe fin qui lasciato correre la civiltà verso la sua decadenza. In quello stesso 2036, secondo previsioni della società di consulting Pricewaterhouse, il volume delle attività bancarie degli Emerging Seven (Cina, India,
Russia, Brasile, Messico, Indonesia e Turchia) supererà quello dei paesi del G7. Nel frattempo uno studio-sondaggio commissionato da London & Partners ha elencato le novità attese per quella scadenza: pizze a casa con droni, auto con pilota automatico, microchip sottopelle, clonazione, organi umani creati con stampanti 3D, indumenti connessi al web, stazioni spaziali, amanti virtuali da sogno e robot a tutta callara. Vinto in modo trionfale (77,92 per cento) il referendum per togliersi dai piedi il vincolo dei mandati, nel 2036 Putin sarà ancora al comando della Federazione russa. Ma siccome gli anni passano per tutti, ecco che una algoritmica diavoleria, FaceApp, peraltro russa, consente di prevedere in tre progressivi scivolamenti senili, come potrebbe apparire in quel momento e oltre – e non è un bel vedere, ma così va la vita.
Il punto è che proprio la vita di coloro che sono considerati potenti è sempre più insicura di qualsiasi immaginazione. Di più: come si fa a invecchiare e al tempo stesso pretendere di guidare così in là nel tempo il destino non solo di se stessi, ma addirittura di un popolo? Colpisce in questo senso il proposito, lo sforzo, la scommessa, la pretesa, la follia, il coraggio insieme limpido e disperato messo in opera da Putin nel restare al potere da qui all’eternità; e tanto più
se si pensa che più di ogni altro leader nel corso di un ventennio egli ha saputo offrire al pubblico un’immagine di conclamata vitalità iper-corporea mostrandosi cavaliere a torso nudo, cacciatore, nuotatore, pure fra i ghiacci, pescatore, lottatore di judo, sommozzatore, motociclista, giocatore di hockey nonché amico di belve feroci da accarezzare dentro le gabbie. Ora, è vero che anche la vecchiaia può farsi spettacolo, ma quale immane fatica dura la sovranità nell’ingannare la morte!
«Quanto più in alto sta l’uomo sulla scala sociale – scrive Tolstoj in Guerra e pace – tanto più evidenti sono la predeterminazione e la necessità di ogni suo atto... Il cuore del re è nella mano di Dio. Il re è schiavo della storia». Non è chiaro se in quest’ultima possano farsi rientrare accidenti come il meteorite Apophis, così detto dal dio egizio Apopi il Distruttore, di cui è stato previsto l’impatto sull’orbe in 1.480 megatoni,114 mila volte la potenza della bomba su Hiroshima; previsto forse – ma si sa come vanno queste cose – per la Santa Pasqua del 2036. Ce lo sapremo dire.
Sul Venerdì del 17 luglio 2020
Russia, Brasile, Messico, Indonesia e Turchia) supererà quello dei paesi del G7. Nel frattempo uno studio-sondaggio commissionato da London & Partners ha elencato le novità attese per quella scadenza: pizze a casa con droni, auto con pilota automatico, microchip sottopelle, clonazione, organi umani creati con stampanti 3D, indumenti connessi al web, stazioni spaziali, amanti virtuali da sogno e robot a tutta callara. Vinto in modo trionfale (77,92 per cento) il referendum per togliersi dai piedi il vincolo dei mandati, nel 2036 Putin sarà ancora al comando della Federazione russa. Ma siccome gli anni passano per tutti, ecco che una algoritmica diavoleria, FaceApp, peraltro russa, consente di prevedere in tre progressivi scivolamenti senili, come potrebbe apparire in quel momento e oltre – e non è un bel vedere, ma così va la vita.
Il punto è che proprio la vita di coloro che sono considerati potenti è sempre più insicura di qualsiasi immaginazione. Di più: come si fa a invecchiare e al tempo stesso pretendere di guidare così in là nel tempo il destino non solo di se stessi, ma addirittura di un popolo? Colpisce in questo senso il proposito, lo sforzo, la scommessa, la pretesa, la follia, il coraggio insieme limpido e disperato messo in opera da Putin nel restare al potere da qui all’eternità; e tanto più
se si pensa che più di ogni altro leader nel corso di un ventennio egli ha saputo offrire al pubblico un’immagine di conclamata vitalità iper-corporea mostrandosi cavaliere a torso nudo, cacciatore, nuotatore, pure fra i ghiacci, pescatore, lottatore di judo, sommozzatore, motociclista, giocatore di hockey nonché amico di belve feroci da accarezzare dentro le gabbie. Ora, è vero che anche la vecchiaia può farsi spettacolo, ma quale immane fatica dura la sovranità nell’ingannare la morte!
«Quanto più in alto sta l’uomo sulla scala sociale – scrive Tolstoj in Guerra e pace – tanto più evidenti sono la predeterminazione e la necessità di ogni suo atto... Il cuore del re è nella mano di Dio. Il re è schiavo della storia». Non è chiaro se in quest’ultima possano farsi rientrare accidenti come il meteorite Apophis, così detto dal dio egizio Apopi il Distruttore, di cui è stato previsto l’impatto sull’orbe in 1.480 megatoni,114 mila volte la potenza della bomba su Hiroshima; previsto forse – ma si sa come vanno queste cose – per la Santa Pasqua del 2036. Ce lo sapremo dire.
Sul Venerdì del 17 luglio 2020