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Fausto Leali, espulso dal Grande Fratello Vip per aver usato la parola “negro” 

Il codice penale del Grande Fratello

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Dei delitti e delle pene nell’era del trash diffuso e prolungatissimo. Donde un quesito ad alto tasso di pretestuosità: è più grave che Fausto Leali abbia pronunciato la parola “negro” o che a stabilire i canoni di comportamento sia Il Grande Fratello da cui il medesimo Leali è stato, coram populo, espulso?

Vero è che il verdetto seguiva una sorta di avvertimento risuonato dopo che l’anziano cantante aveva “parlato bene” di Mussolini; ma a maggior ragione c’è da chiedersi in base a quale statuto di verità la trasmissione Mediaset stabilisca i confini tra bene e male e le relative punizioni per i trasgressori, mentre è certo che lo spettacolo sadico del castigo, al pari di euforie, lacrime, isterie, intrighi e svenevolezze, insomma tutto rientra nel novero delle più fruttuose risorse narrative ai fini dell’audience.

Ora, chi ritiene tutto questo futile e irritante ha mille r…
Dei delitti e delle pene nell’era del trash diffuso e prolungatissimo. Donde un quesito ad alto tasso di pretestuosità: è più grave che Fausto Leali abbia pronunciato la parola “negro” o che a stabilire i canoni di comportamento sia Il Grande Fratello da cui il medesimo Leali è stato, coram populo, espulso?

Vero è che il verdetto seguiva una sorta di avvertimento risuonato dopo che l’anziano cantante aveva “parlato bene” di Mussolini; ma a maggior ragione c’è da chiedersi in base a quale statuto di verità la trasmissione Mediaset stabilisca i confini tra bene e male e le relative punizioni per i trasgressori, mentre è certo che lo spettacolo sadico del castigo, al pari di euforie, lacrime, isterie, intrighi e svenevolezze, insomma tutto rientra nel novero delle più fruttuose risorse narrative ai fini dell’audience.

Ora, chi ritiene tutto questo futile e irritante ha mille ragioni, ma non quella di ignorare che il grande teatro pedagogico di Signorini si svolge dinanzi a milioni di telespettatori: erano tre la notte della messa al bando del povero Leali, 18,5 per cento di share (nelle stesse ore lo speciale-elezioni di Vespa ne rosicchiava meno della metà). E allora, solo per curiosità: quale sistema penale ha da offrire il Gf agli italiani? Con il che ci si è imbarcati in un lavoro improbo, un’indagine a ritroso sulle venti edizioni resa ancora più straziante dal fatto che non esistono testi scritti al riguardo, ma tocca vedersi video su video (con obbligatoria pubblicità) alla ricerca dei colpevoli su circa un mezzo migliaio di partecipanti.

Ebbene, Fausto Leali è il 20° peccatore cacciato. Degli altri, ben 10 appartengono al girone dei bestemmiatori, compreso un recidivo che, perdonato e incluso nel successivo Gf (2011), ha ribestemmiato e zàcchete. Ma la blasfemia è in calo. Cresce invece il delitto di sessismo personalizzato: tre casi di battute e scritte ai danni di una concorrente, di Simona Ventura e di Selvaggia Lucarelli. Sempre per i reati d’opinione una ragazza è stata espulsa per aver dato del “pentito Buscetta” a un compagno. Due le aggressioni fisiche: un bicchiere tirato e lo spintone di un uomo a una donna, con l’aggravante che il motivo era la ricetta del tiramisù. Una signorina ha dovuto abbandonare perché non aveva dichiarato la partecipazione a Miss Italia nel Mondo. Due infine i reietti espulsi perché insofferenti: un tipo, brevemente noto come il bell’idraulico, si è spogliato nudo minacciando di defecare nel giardino, mentre Pamelona Prati si è dapprima chiusa in un armadio e poi è uscita dalla casa.

Il sesso e le parolacce non valgono come colpa, anzi. Molto altro utilmente si perdona. Non sono previsti al momento reality correttivi o di rieducazione, però non si sa mai.

Sul Venerdì del 9 ottobre