Genitali in iper-esposizione nell’arco di pochi giorni, ma che differenza! E quale vistoso cambiamento, presago di impensabili sviluppi nel sotterraneo confronto che da millenni misura e regola i rapporti di potere fra i sessi. Il primo avvistamento il 3 marzo, niente meno che al Festival di Sanremo, dove nella platea deserta, per arcaica scaramanzia, o per moderna disattenzione, o forse proprio per attirare curiosità e scandalo, hanno piazzato su una poltrona un palloncino a forma di fallo. Però nascosto, confuso tra gli altri, e quel che è peggio subito rinnegato: «Abbiamo fatto una cazzata» ha voluto fare lo spiritoso Fiorello, mentre Amadeus compiva atto di contrizione. Certo, a vederlo meglio (come nella foto), fa abbastanza schifo e pietà.
Fra Disney e Dario Argento, il colorito giallastro, il glande capelluto e rossiccio, il naso da pagliaccio, il sorrisone tirato e quel vanesio papillon annodato sullo scroto: se l’idea era quella di raffigurare in modo realistico e crudele l’odierna condizione del maschio, col pallone gonfiato di Sanremo davvero non si poteva fare di meglio. Povera visione al confronto della Super Vulva portata in trionfo da un gruppo di femministe, e per la verità anche da un paio di maschi dei Centri sociali, al ritmo beffardo della Murga, tamburi, fischietti, sonagli e grida carnevalesche.
La processione anti-patriarcale, con distribuzione di santini sui consultori di zona e contro la violenza sulle donne, è avvenuta il 7 marzo, vigilia della festa della donna, in una piazza romana dove fra recite di rosari e blindati della Polizia è in atto da settimane una contesa a proposito di una statua della Madonna che dovrebbe trovare una nuova dislocazione, ma non è questo il punto. Ciò che colpisce del purpureo simulacro in cartapesta realizzato dalle artiste di Lab Puzzle è l’energia simbolica, il salto in lungo e nel tempo che sta portando l’organo femminile dall’oscurità del tabù all’ostentazione di un potere che, anche sacrificando il rispetto per le altrui fedi e credenze, si fa addirittura sacro; donde l’icona Holy Vagina, Santa Vagina, presente sul piano artistico ormai a livello globale, dall’Australia alla Russia fino a piazza Sempione, con fiori e veli ai piedi, aureola sul capo e stilizzazione mariana.
Ora, senza obbligo di strapparsi le vesti, semmai notando come tutto al giorno d’oggi si rende sempre più visibile del visibile e quindi anche un po’ osceno, c’è da aspettarsi una piena di riproduzioni in quel senso: sculture, pitture, design, fumetti, t-shirt, moda, oggettistica, tatuaggi. Una sorta di ri-vaginazione del mondo, mentre già si è sgonfiato nell’oblio il misero “falloncino” di Sanremo.
Sul Venerdì del 26 marzo 2021
Fra Disney e Dario Argento, il colorito giallastro, il glande capelluto e rossiccio, il naso da pagliaccio, il sorrisone tirato e quel vanesio papillon annodato sullo scroto: se l’idea era quella di raffigurare in modo realistico e crudele l’odierna condizione del maschio, col pallone gonfiato di Sanremo davvero non si poteva fare di meglio. Povera visione al confronto della Super Vulva portata in trionfo da un gruppo di femministe, e per la verità anche da un paio di maschi dei Centri sociali, al ritmo beffardo della Murga, tamburi, fischietti, sonagli e grida carnevalesche.
La processione anti-patriarcale, con distribuzione di santini sui consultori di zona e contro la violenza sulle donne, è avvenuta il 7 marzo, vigilia della festa della donna, in una piazza romana dove fra recite di rosari e blindati della Polizia è in atto da settimane una contesa a proposito di una statua della Madonna che dovrebbe trovare una nuova dislocazione, ma non è questo il punto. Ciò che colpisce del purpureo simulacro in cartapesta realizzato dalle artiste di Lab Puzzle è l’energia simbolica, il salto in lungo e nel tempo che sta portando l’organo femminile dall’oscurità del tabù all’ostentazione di un potere che, anche sacrificando il rispetto per le altrui fedi e credenze, si fa addirittura sacro; donde l’icona Holy Vagina, Santa Vagina, presente sul piano artistico ormai a livello globale, dall’Australia alla Russia fino a piazza Sempione, con fiori e veli ai piedi, aureola sul capo e stilizzazione mariana.
Ora, senza obbligo di strapparsi le vesti, semmai notando come tutto al giorno d’oggi si rende sempre più visibile del visibile e quindi anche un po’ osceno, c’è da aspettarsi una piena di riproduzioni in quel senso: sculture, pitture, design, fumetti, t-shirt, moda, oggettistica, tatuaggi. Una sorta di ri-vaginazione del mondo, mentre già si è sgonfiato nell’oblio il misero “falloncino” di Sanremo.
Sul Venerdì del 26 marzo 2021