Qualche mese fa, scritto a pennarello su un cartone, è apparso su Instagram un avviso: "Cerco lavoro anche come sindaco". Sia pure in tono paradossale quel cartello anticipava un interrogativo per varie ragioni destinato a entrare nel discorso pubblico: in che cosa consiste il "lavoro" di un sindaco?
Ecco, chi vive a Roma è costretto a sapere la risposta, per cui il "lavoro" di un sindaco, nel caso specifico di una sindaca, consiste semplicemente nel farsi rieleggere. Nel senso che in vista delle elezioni non c'è mossa, non c'è parola, non c'è immagine, non c'è processo mentale, non c'è persuasione, né seduzione, né deliberazione e nemmeno bugia, insomma, non c'è nulla di nulla che non risponda a questo scopo e che il poderoso ufficio di propaganda del Campidoglio (oltre 90 membri) non pieghi a quel medesimo traguardo. Il quale traguardo appare anche umanamente …
Qualche mese fa, scritto a pennarello su un cartone, è apparso su Instagram un avviso: "Cerco lavoro anche come sindaco". Sia pure in tono paradossale quel cartello anticipava un interrogativo per varie ragioni destinato a entrare nel discorso pubblico: in che cosa consiste il "lavoro" di un sindaco?
Ecco, chi vive a Roma è costretto a sapere la risposta, per cui il "lavoro" di un sindaco, nel caso specifico di una sindaca, consiste semplicemente nel farsi rieleggere. Nel senso che in vista delle elezioni non c'è mossa, non c'è parola, non c'è immagine, non c'è processo mentale, non c'è persuasione, né seduzione, né deliberazione e nemmeno bugia, insomma, non c'è nulla di nulla che non risponda a questo scopo e che il poderoso ufficio di propaganda del Campidoglio (oltre 90 membri) non pieghi a quel medesimo traguardo. Il quale traguardo appare anche umanamente comprensibile, ma al tempo stesso oggettivamente demoniaco, sorretto com'è da una frenesia parossistica di cui l'eccedente torta mimosa a cinque stadi rappresentata qui sotto non è che l'ultima e sdolcinatissima testimonianza. Servita al termine di un banchetto, 350 i partecipanti, in un ristorante di Ostia per l'occasione impavesato da uno striscione sul quale, collocata in peplo bianco e fascia tricolore fra la Lupa e il Colosseo, la sindaca era già proclamata "Virginia victrix".
Così, fra Quo vadis e Disneyland, il profilo Instagram di Raggi va riempiendosi di inconfondibili e spudorate nefandezze elettoralistiche e di sotto-costume, dal video dei bimbi in gita scolastica che sotto la fatidica finestra capitolina invocano "Ra-ggi! Ra-ggi!", alle immagini di anziani che le tengono la mano. Ben cinque in pochi giorni gli omaggi di magliette personalizzate, la più imbarazzante delle quali reca impresso lo spiritoso logo "Virginik", con la grafica di Diabolik, che resta pur sempre un fuorilegge (un altro Diabolik d'altra parte venne freddato due estati orsono sulla panchina di un parco).
Ma quel che più stranisce è l'improvvisa e concentratissima smania realizzativa che fuoriesce dalla realtà a colpi di inaugurazioni, apertura e chiusura di cantieri, consegne di chiavi, cerimonie così tambureggianti da suscitare nel migliore dei casi il dubbio sul perché si è aspettato così tanto, mentre nel peggiore si diffida delle eterne formule dell'incompiuto tipo: "Qui sorgerà", "ecco come sarà", "un altro passo avanti", "approvato il progetto", "a breve potranno iniziare i lavori"... Meno impegnativo il ruolo patronale della sindaca, sollecita sul compleanno di Baglioni, la morte di Battiato, la vittoria di Nadal e dei Måneskin, la missione di Samantha Cristoforetti.
Se questo è lavoro, davvero l'ozio può aiutare Roma prima delle elezioni e dopo.
Sul Venerdì del 25 giugno 2021