A quasi un secolo, ormai, dalla marcia su Roma si può pensare che il contrario del fascismo, o meglio il punto da esso più lontano, non sia più l'antifascismo, ma la farfallona Mussolini che in vista del Gay pride, portatasi nel parco di Palazzo Brancaccio insieme a uno stuolo di agenti, image maker, make up artist e hair stylist ha lì inscenato la sua alatissima metamorfosi a favore del ddl Zan.
Ed è vero, non è mai troppo tardi per gettarsi alle spalle giudizi e pregiudizi, né qui si ha il cuore di dare la croce addosso alla ex Duciona, gi&…
A quasi un secolo, ormai, dalla marcia su Roma si può pensare che il contrario del fascismo, o meglio il punto da esso più lontano, non sia più l'antifascismo, ma la farfallona Mussolini che in vista del Gay pride, portatasi nel parco di Palazzo Brancaccio insieme a uno stuolo di agenti, image maker, make up artist e hair stylist ha lì inscenato la sua alatissima metamorfosi a favore del ddl Zan.
Ed è vero, non è mai troppo tardi per gettarsi alle spalle giudizi e pregiudizi, né qui si ha il cuore di dare la croce addosso alla ex Duciona, già simpatica, insolente e popolaresca imperatrice del sanguigno comparto televisivo del crash-show, come nessun'altra abile a convertire i valori di Ordine Dio Patria Famiglia in intrattenimento, convocata in notturna a combattere Sgarbi, Luxuria, islamici fanatici e migranti strafottenti.
Oh, cosa non ha regalato ai palinsesti e all'universo delle immagini contundenti Mussolini, a partire dalla cover del telefonino col grazioso motto "Keep calm un cazzo!". E ora? Beh, al suo posto è comparsa la creatura fiabesca che si vede qui sotto, ispirata alle bambole Winx - donde l'inevitabile scherno social: "Winxere e Winxeremo". A 58 anni ognuno faccia un po' quello che gli pare.
Il sistema mediatico ha liquidato il tutto con una foto-notizia rubricata alla voce "curiosità". Ma il pubblico, che per un quarto di secolo era abituato a una certa Mussolini e dopo averla intravista in un paio di stagioni di Ballando con le stelle se ne ritrova oggi una completamente diversa, ecco, al pubblico nessuno ci pensa? Sui social si raccoglie sconcerto: "Amò, ma cosa è successo?", "Aspè, si sta ribaltando la situazione", "Questo cambio un po' mi puzza"; e mentre alcuni sono contenti: "Favolosa", cuoricini e "Ti amo", altri reagiscono: "Ma statte zitta", "buffona", "quanto ti pagano", fermo restando il commento più significativo nella sua evocazione così ignorante e cialtronesca da suonare dadaista: "Tuo zio si rivolterebbe".
Per il resto, si rimane come paralizzati nel dubbio caleoidoscopico sul motore decisivo di un ripudio che sa di spettacolo, o forse è furbizia, frustrazione, slancio liberatorio, irrequietudine, svolta esistenziale, marketing positioning, delusione per Berlusconi e lo stato del centrodestra, invidia generazionale per Meloni o vai sapere - ammesso che sia possibile, e ne valga la pena. Così ci si accontenta dell'inno estivo del millenarismo farfallonesco: "Labbra rosso Coca cola/ dimmi un segreto all'orecchio stasera,/ hai risolto un bel problema,/ e va bene così,/ ma poi ne restano mille" (e non più di mille).
Sul Venerdì del 9 luglio 2021