Dal fashion meta-terapeutico al trash pseudo-virologico l’estate italiana ci mette un attimo a spedire il messaggio. Ma quale? E soprattutto: come farselo tornare utile? Sarebbe meritevole, in nome della scienza, che il professor Matteo Bassetti, che è un uomo di scienza e anche una persona affabile, si prestasse a un esperimento sulla sovraesposizione mediatica da Covid. Perché solo lui potrebbe calcolare quante ore – a partire dalla primavera 2020 – egli ha passato davanti a una o più telecamere e in auto-diretta video social; così come nessun altro meglio di lui potrebbe rivelare il grado di coinvolgimento che tale improvvisa, intensa e prolungata visibilità ha provocato sulla sua struttura mentale, sull’equilibrio, gli stimoli, i timori e i desideri che, a quanto pare, hanno finito per proiettare il suo ego ben al di là delle ragioni originarie che l’avevano posto in vetrina come specialista del virus.
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Dal fashion meta-terapeutico al trash pseudo-virologico l’estate italiana ci mette un attimo a spedire il messaggio. Ma quale? E soprattutto: come farselo tornare utile? Sarebbe meritevole, in nome della scienza, che il professor Matteo Bassetti, che è un uomo di scienza e anche una persona affabile, si prestasse a un esperimento sulla sovraesposizione mediatica da Covid. Perché solo lui potrebbe calcolare quante ore – a partire dalla primavera 2020 – egli ha passato davanti a una o più telecamere e in auto-diretta video social; così come nessun altro meglio di lui potrebbe rivelare il grado di coinvolgimento che tale improvvisa, intensa e prolungata visibilità ha provocato sulla sua struttura mentale, sull’equilibrio, gli stimoli, i timori e i desideri che, a quanto pare, hanno finito per proiettare il suo ego ben al di là delle ragioni originarie che l’avevano posto in vetrina come specialista del virus.
L’altra settimana su Instagram è comparsa una sontuosa prova d’abito del professore da parte della prestigiosa maison Litrico, che pure ha messo in chiaro di non averlo a ruolo come testimonial specificando non essere in atto con lui «alcun accordo o rapporto commerciale». Negli stessi giorni, ma in linea con l’estetica intimistica da rotocalco, l’appagatissimo faccione di Bassetti s’è affacciato sulla copertina di Visto, con tanto di bacio coniugale sotto a richiami sulla delusione di Milly Carlucci verso tale Todaro e l’oroscopo del solleone, “amore e sesso sotto l’ombrellone”. Significativo il commento della benemerita pagina che ha riprodotto la copertina, indicandola a esempio del “tenue confine tra virologo, vip e supereroe”.
Ora, e premesso che ognuno con la propria immagine si regola come gli pare e piace, la faccenda non riguarda solo Bassetti, ma una nutrita schiera di medici e scienziati che il telespettatore ha ormai imparato a distinguere non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari, e che del resto già l’anno scorso erano compresi in un ideale “album di figurine” dei virologi diffuso sui social. Ma Bassetti, più degli altri, sembra aver innescato il dispositivo della turbo-esposizione. Nel senso che in un tempo brevissimo, dalla spiaggia, dal barbecue e dal tagliaerba, il suo profilo si è fastosamente arricchito di lui che canta Certe notti, che sorride e combatte nei talk-show, che fa il tifoso con la parrucca tricolore, che fotografa “Via M. Bassetti” a Verona, che tira calci alla partita del Cuore. Ed è arrivata anche la copertina di Chi, è arrivato l’imitatore e due vignette che lo celebrano come Capitan Vaccino. E insomma, riconosce lui stesso, che la telecamera è «una droga» e dice anche: «Mi piaccio e me ne vanto». Ma era così anche prima, oppure dipende da noi?
Sul Venerdì del 27 agosto 2021