Oh Bella ciao, bella miao, ciao bella, bella ciaone e chissà che altro ancora, in quali occasioni e da parte di chi. All’inizio di giugno sette deputati del Pd avevano presentato una proposta di legge per istituzionalizzarla. “La Repubblica italiana riconosce la canzone Bella ciao quale espressione popolare dei valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo”, prevedendone l’esecuzione nelle cerimonie del 25 aprile dopo l’inno nazionale.
Bene. L’altra settimana di Bella ciao si è impossessata Madonna, popstar di grandezza planetaria, eseguendone una sfrenata versione insieme con la sua crew al ristorante caratteristico Casa San Giacomo di Ostuni. Nel video di Instagram, destinato a 16 milioni e 400 mila follower, la si vede in abito celeste e calze a rete energizzare il canto battendo forte anche sui fianchi un tamburello. Nell’euforia della tavolata compaiono a un certo punto dei drappi rossi che a prima vista rich…
Oh Bella ciao, bella miao, ciao bella, bella ciaone e chissà che altro ancora, in quali occasioni e da parte di chi. All’inizio di giugno sette deputati del Pd avevano presentato una proposta di legge per istituzionalizzarla. “La Repubblica italiana riconosce la canzone Bella ciao quale espressione popolare dei valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo”, prevedendone l’esecuzione nelle cerimonie del 25 aprile dopo l’inno nazionale.
Bene. L’altra settimana di Bella ciao si è impossessata Madonna, popstar di grandezza planetaria, eseguendone una sfrenata versione insieme con la sua crew al ristorante caratteristico Casa San Giacomo di Ostuni. Nel video di Instagram, destinato a 16 milioni e 400 mila follower, la si vede in abito celeste e calze a rete energizzare il canto battendo forte anche sui fianchi un tamburello. Nell’euforia della tavolata compaiono a un certo punto dei drappi rossi che a prima vista richiamavano le bandiere di un tempo ormai abbastanza lontano, ma che i numerosi cortigiani di Madonna si mettevano al collo in segno di glamour. Tutto lascia pensare che rientrassero nella dotazione folk dei Terraross, suonatori e menestrelli della Bassa Murgia, che con allegra maestria hanno scatenato la sarabanda irrimediabilmente post-partigiana.
Non s’intende stracciare vesti, abbandonarsi alla nostalgia o anche solo alzare il sopracciglio. Primo, perché sarebbe patetico; secondo, perché Bella ciao presenta una storia a dir poco enigmatica: non se ne conosce l’origine musicale, forse una ballata francese, un canto del Trentino, o del Piemonte o delle mondine, o addirittura yiddish. Anche rispetto alla Resistenza, per quanto ci sia chi la fa risalire alla Brigata Maiella, è assai dubbio che i partigiani l’abbiano mai cantata. Si tratterebbe piuttosto di un brano che ricorda e fa rivivere i partigiani, rientrando in tal modo nel novero di una tradizione per così dire inventata. Ma il punto vero è che funziona così bene da essersi fatta patrimonio universale di rivolta e liberazione, talvolta pure con un pizzico di ambiguità. Così l’hanno variamente cantata Yves Montand e Santoro, gli ecologisti e i banditi eroi della serie Netflix Casa de papel; e poi don Gallo, i curdi, i catalani, Occupy Wall Street, i ribelli del Cile e dell’Africa nera, Boschi e Gentiloni. Adesso pure Madonna in video dopo cena, per giunta preceduta da Volare, che guarda caso Maurizio Maggiani, a suo tempo intervenuto contro la proposta di legge, proponeva come nuovo inno nazionale. Un caso di dissacrazione e al tempo stesso di polivalente consacrazione. Indecifrabile è il destino delle canzoni simbolo, ma ancora una volta ci stanno saltando sotto il naso le vecchie incompatibilità (meglio abituarsi).
Sul Venerdì del 3 settembre 2021