Strani nodi riallaccia la Storia, o forse sono minime coincidenze destinate ad evaporare nel calderone dei reality show. Fatto sta che proprio 80 anni orsono, quando il Negus Neghesti, il Leone di Giuda, l’imperatore degli imperatori, incalzava l’esercito italiano rimettendolo in fuga, Hailé Selassié ebbe il buon cuore di fare un appello perché il suo popolo non reagisse alle “atrocità” subite. Fra militari e civili, la invasione italiana aveva causato oltre 300 mila vittime. Alla testa delle truppe vittoriose, rientrò in Addis Abeba il 5 maggio del 1941, esattamente cinque anni dopo il Maresciallo Badoglio. Da lì diede un ulteriore saggio della sua pazienza emanando un editto di perdono: «Non si ripagava il male con il male».«Il Negus da piccolo faceva l’aviatore» fu sbeffeggiato da una canzonaccia fascista. In realtà, con un cannoncino riuscì personalmente ad abbattere un aeroplano, impresa tanto più significativa considerati i terrificanti gas fatti piovere dall’aviazione italiana. Prima e dopo fu un sovrano cauto e abile nel sedare pettegolezzi e congiure a corte (di cui Ryszard Kapuscinski fece una magnifica descrizione). La pretesa discendenza dal Re Salomone e dalla Regina di Saba autorizzava uno sfarzo grottesco in un Paese poverissimo, segnato da feudalesimo e schiavismo. Come si vede qui sotto, nutriva con le sue mani il leone, emblema imperiale, e non si separava mai da certi cani con cui proficuamente dialogava. Nel dopoguerra l’Italia gli fece sospirare la restituzione delle riserve auree, della biblioteca, dell’archivio, dei gioielli della corona e delle opere d’arte razziate. In compenso, dalla Giamaica proclamarono un suo culto rastafariano, a occhio un tantinello cannabinolico. Ormai anziano, nel 1975 fu soffocato con un cuscino dopo un colpo di Stato e sepolto, per renderne inoffensivo lo spirito, sotto il bagno di cui disponeva il nuovo dittatore Menghistu. Oggi riposa in chiesa. Ha lasciato un sacco di figli e ancora più nipoti. Una faceva la ballerina a Parigi, un’altra a Torino s’intortò un prete giocandosi al tavolo verde milioni destinati alle missioni. Tutto questo per notificare che tre graziose pronipoti di Hailé Selassié sono state arruolate fra i sacrifici umani del nuovo Grande Fratello Vip. Il solito genio del male le ha selezionate come principesse, titolo a cui Jessica, Clarissa e Lucrezia Maconnen Hailé Selassié tengono moltissimo. Altrimenti sui social le si vede ammiccare in bikini, mostrare tatuaggi e sushi, celebrare compleanni con palloncini e cacciare la lingua. Non sembrano molto interessate alla storia. In ogni caso l’ineffabile Signorini ha promesso: «Saremo più elastici sul politicamente scorretto» - ma le bestemmie continueranno a essere sorvegliate e punite».
Sul Venerdì del 17 settembre 2021