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Il quadro della situazione

Il quadro realizzato da Mariella, la pittrice di Treviglio che ha ritratto Matteo Salvini con la figlia 

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Se le elezioni di domenica prossima vanno come potrebbero andare, e cioè male per Salvini; se di conseguenza la crisi intestina della Lega diventasse più seria, aprendo il campo alla discordia; se alla fine di questo processo anche per il Capitano, come per Bossi, dovesse esaurirsi un ciclo di potere, ecco, l'interrogativo suonerà pure futile e a suo modo pretestuoso: ma quale senso e valore si potrà assegnare e dove mai andrà a finire l'ingombrante ritratto che si vede qui e che, con aurea cornice a sbalzo, giorni fa gli ha dedicato una devota pittrice di Treviglio? 

Salvini ha accolto l'opera - sulla cui riuscita estetica non si esprimerà qui alcuna valutazione - con sentita gratitudine: "L'affetto delle persone mi commuove. Grazie a Mariella, grandissima pittrice, che mi ha donato un quadro con l'abbraccio e il sorriso di mia figlia". Nell'angolo basso a sinistra, in un empito di familismo leaderistic…

Se le elezioni di domenica prossima vanno come potrebbero andare, e cioè male per Salvini; se di conseguenza la crisi intestina della Lega diventasse più seria, aprendo il campo alla discordia; se alla fine di questo processo anche per il Capitano, come per Bossi, dovesse esaurirsi un ciclo di potere, ecco, l'interrogativo suonerà pure futile e a suo modo pretestuoso: ma quale senso e valore si potrà assegnare e dove mai andrà a finire l'ingombrante ritratto che si vede qui e che, con aurea cornice a sbalzo, giorni fa gli ha dedicato una devota pittrice di Treviglio? 

Salvini ha accolto l'opera - sulla cui riuscita estetica non si esprimerà qui alcuna valutazione - con sentita gratitudine: "L'affetto delle persone mi commuove. Grazie a Mariella, grandissima pittrice, che mi ha donato un quadro con l'abbraccio e il sorriso di mia figlia". Nell'angolo basso a sinistra, in un empito di familismo leaderistico e patriottico, si scorge un nastrino tricolore, residuo della precedente fase sovranista, "prima gli italiani". Ma poi? Ecco, poi ancora una volta - e sarà almeno la quarta - il leader della Lega ha cambiato slogan, bandiera e orizzonte, pur rimanendo fedele al suo essere esteriore di puro soggetto apparente, vivace involucro climatizzato della post-politica delle scatole vuote che ormai da anni lo porta a fare in pubblico le cose più ordinarie e bizzarre, da caffè & cornetto a travestimenti militari, esperimenti gastronomici, lanci con parapendio, baci a pregevoli salumi, dialoghi con mucche, scritte sulla sabbia e così via. 

Nel tempo delle immagini elettroniche queste continue visioni stimolano evidentemente la fantasia degli artisti della domenica sbarcati sui social. Grufolando dentro le piattaforme digitali di tanto in tanto se ne trovano che fanno dono delle loro creazioni ai vips, da Lele Mora al pornostar Max Felicitas, dipinti di cui non è tanto importante la riuscita estetica, quanto la photo-opportunity che mostra l'omaggio, ridicolo o grottesco che sia, e il tal modo solennizza la celebrazione.

Buffe e insieme pietose a quel punto risultano le facce e le espressioni di chi riceve il dono, il più delle volte costretto fare buon viso a cattivo quadro. Nel caso di Salvini, a pochi giorni dal voto in cui si gioca l'osso del collo, la reazione appare sorvegliata e professionale, a cominciare dal sorrisone d'ordinanza, ma sotto sotto i pronostici proiettano sul suo sguardo un che di vuoto e perduto. Domenica si decide dunque anche il destino di quel suo simulacro a olio. Bossi, che l'altra settimana ha compiuto 80 anni in mesta solitudine, aveva un gran numero di ritratti a casa sua. Sono ancora lì, a ricordare che la gloria ha un prezzo pazzesco e appenderla al muro non serve a trattenerla.

Sul Venerdì del 1° ottobre 2021