Facile spiegare quanto è importante la figura e il ruolo del ministro dell’Economia, tanto più in questo momento: fondi e attuazione dei programmi europei, finanza pubblica e aumento al 6 per cento del Pil, riforma fiscale, nomine, assetti del dopo Merkel, in pratica il futuro, o se si vuole il destino dell’Italia. Ma molto difficile è trovare una foto all’altezza di tale compito perché l’attuale titolare, Daniele Franco, è l’Uomo invisibile. O meglio: quanto più lunga, complessa e frustrante è stata la ricerca negli archivi, tanto più risolutamente il soggetto negava appigli all’evocazione e alla fantasia. Centinaia e centinaia di immagini tutte uguali, dietro un tavolo da convegno o in piedi insieme ad altri, ma con l’aria di chi è lì per ragioni d’ufficio e comunque non si ritiene interessante. Così, il massimo del brivido ottico si otteneva vedendo Franco bere un bicchier d’acqua o durante il taglio di un nastro; impassibile perfino quando presenziava alla cerimonia del Premio di matematica per le scuole superiori, anche se in quel caso era ancora in Banca d’Italia. Stessa impercettibilità negli articoli dedicati a Franco al momento della nomina e prodighi solo di notazioni sui vari incarichi ricoperti a via Nazionale, a Bruxelles, come Ragioniere dello Stato e poi di nuovo a via Nazionale. Per il resto, a parte il luogo di nascita, Trichiana, ex piccolo comune di recente aggregato a Borgo Valbelluna, si apprende che il ministro ama la musica classica; e sempre dopo un’indagine si può aggiungere che da quando è a via XX settembre ha concesso una sola intervista, molto tecnica, al Corriere della Sera. Così, alla fine si è scelto il magistrale colpo d’occhio di Luca Zennaro per illustrare dovutamente – su asse di legno orizzontale e sfondo nero come la pece – la capoccetta e il volto del Ministro invisibile, entità più unica che rara nel Paese del perenne gorgheggio e del carnevale ininterrotto. Un modello di comunicazione che per estremo paradosso si avvale della copertura di Draghi in modo che Franco lavori ancor più al riparo, sotto sotto, zitto zitto, esprimendosi per atti e per numeri, lontano dagli occhi e lontano dal cuore. Quanto remoto il tempo in cui, considerando anche il Ragioniere dello Stato, il portavoce del premier Rocco Casalino si lasciò sfuggire un audio su questi «pezzi di merda che non riescono a trovare dieci miliardi del cazzo». In L'uomo invisibile Herbert George Wells racconta di uno scienziato che, scoperto il segreto dell’invisibilità, ne sperimenta in egual misura i guai e i vantaggi. Ma applicata al potere la favola morale, fatta propria cent’anni dopo da Harry Potter, conferma che l’eccesso di euforia, chiacchiere, lacrime e schiamazzi produce a volte il suo contrario. Sul Venerdì dell'8 ottobre 2021