Vabbè, il tempo passa, consuma i volti e prima o poi le metamorfosi presentano il conto. Così nei giorni scorsi sulla rete è cominciata a girare la foto che si vede qui sotto e che raffigura l’ultima versione di Marilyn Manson, pontefice massimo e globale dell’intrattenimento horror sataneggiante. Come sempre, l’immagine parla da sola. A 52 anni Brian Hugh Warner non è così vecchio, ma poi ognuno sta come crede. Il trucco corrisponde alla sua seconda pelle e il personaggio è talmente originale da espletare in tournée i suoi bisogni, pare accertato, in una lettiera autopulente per gatti. Nel mondo dello showbiz, del resto, è più che una leggenda: artista totale, pittore, cantante, principe del metal, ha vinto dischi d’oro e di platino; impresario e talent scout, litigiosissimo accumulatore di beghe giudiziarie, come attore ha recitato in film di David Lynch e nella serie tv sui Papi di Sorr…
Vabbè, il tempo passa, consuma i volti e prima o poi le metamorfosi presentano il conto. Così nei giorni scorsi sulla rete è cominciata a girare la foto che si vede qui sotto e che raffigura l’ultima versione di Marilyn Manson, pontefice massimo e globale dell’intrattenimento horror sataneggiante. Come sempre, l’immagine parla da sola. A 52 anni Brian Hugh Warner non è così vecchio, ma poi ognuno sta come crede. Il trucco corrisponde alla sua seconda pelle e il personaggio è talmente originale da espletare in tournée i suoi bisogni, pare accertato, in una lettiera autopulente per gatti. Nel mondo dello showbiz, del resto, è più che una leggenda: artista totale, pittore, cantante, principe del metal, ha vinto dischi d’oro e di platino; impresario e talent scout, litigiosissimo accumulatore di beghe giudiziarie, come attore ha recitato in film di David Lynch e nella serie tv sui Papi di Sorrentino; ha fatto un cameo anche con Asia Argento, è comparso in modalità cartoni animati nei Griffin e in diversi videogiochi, oltre ad aver ispirato la figura di Willie Wonca - Johnny Depp nella Fabbrica di cioccolato. Né deve mancargli il gusto degli affari se, tra un sabba, un’orgia e la devastazione di una suite d’albergo, ha lanciato un’azienda che produce assenzio e bibite energetiche.
Per il contenuto dei suoi testi e delle sue messinscene – nazisti, capocce di animali trafitti, oscenità, crocifissioni e altre delizie – hanno anche provato ad appiccicare a Marilyn Manson la colpa morale della strage di Columbine. Ma per non farsi mancare nulla – e un po’ anche per la gloria dissoluta delle sorprese e degli equivoci – fa della filantropia a favore di bimbi malati, adolescenti abusati, assistenza sanitaria in Africa. Già sposo ora divorziato di Dita von Teese, imperatrice del Burlesque, di recente è finito in galera per aggressione a una videoreporter, ma deve vedersela anche con reati di molestie e stupri. In guepière e trampoli, calze a rete e ali nere, a Milano nel 1997 strappò a brandelli una Bibbia, si scorticò il petto e fece pipì sul pubblico. Qualche anno dopo, al Palaghiaccio dei Castelli romani, durante il suo spettacolo vennero registrati ben 15 malori tra il pubblico.
Sennonché, come si diceva, il tempo corre anche per i demoniacci. E lungi dal fare paradossalissimo bodyshaming, ecco che su Instagram, come nella favola del re nudo, un anonimo ragazzetto romano ha così commentato quella foto: «Sembra mi’ nonna». Mentre secondo l’avveduto profilo pugliese Mimmo Modem, pare di cogliere una “incredibile somiglianza” fra Marilyn Manson e alcune virali signore di Bari vecchia, una delle quali assurta alla gloria social per il formidabile monito contro l’inutile frastuono: «E che è, la scoteca?».
Sul Venerdì del 15 ottobre 2021