La scorsa settimana si è chiusa la mostra Piano B: il Cavaliere del Lavoro, presentata come un “viaggio immersivo nell’epica berlusconiana” con proiezioni di foto e filmati in una vasta camera sonora all’hotel Enterprise di Milano. La visita durava più di un’ora, in piedi, dodici euro per entrare, ma il bagno sensoriale era limitato all’imprenditore: EdilNord, Standa, tv e Milan, prima cioè della discesa in campo. Da quel momento (1993-’94) l’immagine di Berlusconi ha conosciuto un’avventura che non si esita a definire ineguagliabile nella storia italiana, e che ancora seguita, come si vede qui sotto, raffigurando il Cavaliere in total blu e incarnato arancione sull’aereo per Bruxelles, ma negli occhietti c’è qualcosa che fotograficamente non convince. E però. Attraverso miliardi di sguardi, ma in senso inverso, come nessun altro Berlusconi è penetrato in ciascuno di noi at…
La scorsa settimana si è chiusa la mostra Piano B: il Cavaliere del Lavoro, presentata come un “viaggio immersivo nell’epica berlusconiana” con proiezioni di foto e filmati in una vasta camera sonora all’hotel Enterprise di Milano. La visita durava più di un’ora, in piedi, dodici euro per entrare, ma il bagno sensoriale era limitato all’imprenditore: EdilNord, Standa, tv e Milan, prima cioè della discesa in campo. Da quel momento (1993-’94) l’immagine di Berlusconi ha conosciuto un’avventura che non si esita a definire ineguagliabile nella storia italiana, e che ancora seguita, come si vede qui sotto, raffigurando il Cavaliere in total blu e incarnato arancione sull’aereo per Bruxelles, ma negli occhietti c’è qualcosa che fotograficamente non convince. E però. Attraverso miliardi di sguardi, ma in senso inverso, come nessun altro Berlusconi è penetrato in ciascuno di noi attivando un cosmo di stimoli. Nell’accelerazione tecnologica tale fenomeno di ipnosi collettiva ha suscitato ogni sorta di applicazione, dalla storiografia alle neuroscienze, dalla semiologia alla linguistica, dalla satira all’apologetica, così come l’arte, nel tempo della sua riproduzione digitale, è stata rapita dall’icona delle icone irradiandola in pitture tradizionali e di strada, statue, installazioni, canzoni, teatro, mentre nel cinema si contano una dozzina di film, anche di qualità.Tutto questo dice, semplicemente, che Berlusconi è un mito, parola di cui oggi si fa abuso, ma che nel suo caso mette i brividi. Fra lui e gli odierni protagonisti della politica, compresi Salvini e Meloni intenti a esercitare l’ennesima circonvenzione di Capace, corre la stessa distanza che si misura fra un Gigante e dei nanetti. Il fatto stesso che nell’impossibilità delle condizioni si parli di Quirinale conferma la potenza di una leggenda che contro ogni razionalità deve continuare. Nessuna altra immagine del resto è stata così consumata, alterata, venerata, odiata, stropicciata da rivelazioni cui nessun altro tenutario avrebbe potuto resistere, picchi e abissi, dalla maestosità patinata degli house organ al problematico andirivieni nei cessi di Palazzo Grazioli passando per un numero incalcolabile di malattie e guarigioni. Tutto questo ha tolto spazio all’argomento su cui ci si sarebbe voluti concentrare e cioè l’iconografia del tardo berlusconismo e il suo misterioso proiettarsi, attraverso filtri e Photoshop, nell’estetica del fiabesco. Misterioso perché non se ne afferra la ragione, ma anche perché quest’ultima appare fin troppo chiara. Nel frattempo l’orizzonte cardinale del berlusconismo, “il sole in tasca”, se l’è preso l’Eni che quest’estate ha annunciato la fusione a confinamento magnetico per la produzione di energia luminosa concentrata.
Sul Venerdì del 5 novembre 2021