Tra varianti e piazze calde, sono sempre tempi di emergenza, e il governo ha rilasciato il suo ultimo spot per il vaccino. È il sesto dalla fine di giugno, ma rispetto agli altri questo dovrebbe convincere la parte più ostinata e scettica della società, le persone più avvelenate nell’animo e più impaurite di avvelenarsi nei loro corpi, e anche in quelli dei bambini.
Ma lo spot è identico agli altri e punta tutto sui testimonial famosi, chiamati per nome e affiancati da operatori sanitari e cittadini sperabilmente autentici, che però sembrano fasulli. Scelta vecchiotta e facile per un risultato che fa pensare alla pubblicità di una compagnia d’assicurazione. Nel merito Alberto Angela, anchor-man articolato, risulta un po’ fermo, mentre Giacomo Poretti, comico benefico, un po’ sopra le righe. Calato dall’alto come in tutte le faccende promozionali e purtroppo istituzionali, il gesto delle dita a V pogg…
Tra varianti e piazze calde, sono sempre tempi di emergenza, e il governo ha rilasciato il suo ultimo spot per il vaccino. È il sesto dalla fine di giugno, ma rispetto agli altri questo dovrebbe convincere la parte più ostinata e scettica della società, le persone più avvelenate nell’animo e più impaurite di avvelenarsi nei loro corpi, e anche in quelli dei bambini.
Ma lo spot è identico agli altri e punta tutto sui testimonial famosi, chiamati per nome e affiancati da operatori sanitari e cittadini sperabilmente autentici, che però sembrano fasulli. Scelta vecchiotta e facile per un risultato che fa pensare alla pubblicità di una compagnia d’assicurazione. Nel merito Alberto Angela, anchor-man articolato, risulta un po’ fermo, mentre Giacomo Poretti, comico benefico, un po’ sopra le righe. Calato dall’alto come in tutte le faccende promozionali e purtroppo istituzionali, il gesto delle dita a V poggiate sull’avambraccio (vaccino e vittoria) non sfonda o almeno non si vede in giro; così come lo slogan “vinciamo insieme” suona sciapo e dimenticabile. Le uniche novità sono un serpentone blu che si aggira salvifico sul video e una colonnetta sonora da cui emerge un’impegnativa frase di Cremonini: “Non siamo soli nell’universo”.
Dispiace essere così perentorio, anche perché non sempre la fantasia, la bellezza e l’originalità garantiscono efficacia alla comunicazione. In questo senso Berlusconi, che se ne intende, ripeteva spesso che certi spot d’autore fanno l’effetto di chi si fa la pipì addosso, all’inizio una piacevole sensazione di caldo, poi di freddo bagnaticcio, quindi di fastidiosa irritazione. E però, pur con tutto il rispetto per i tanti vips che si sono prestati a comparire gratis – e ci mancherebbe altro! – veramente a Palazzo Chigi pensano che bastino Venier e Bonolis, Al Bano e Cracco, Amadeus e Pannofino, e Federica Pellegrini, Mancini, Jacobs o Gigio Donnarumma a diffondere un messaggio all’altezza della situazione?
Se la risposta è sì, viene da chiedersi in quale rimessa di pigrizia e incapacità di rischiare è andata a cacciarsi la celebrata creatività italiana, specie al ricordo dello spot di trent’anni fa contro l’Aids (“Se lo conosci lo eviti”). Sempre sui vaccini, i Carabinieri hanno almeno osato un cartone animato con un diavoletto che sarà pure un po’ così, ma almeno entra nel merito delle obiezioni no-vax, mentre dalla Regione Toscana è venuto fuori un video straniante a base di siringhe e visioni lisergiche. Vero è che il precedente governo aveva messo in campo l’Oscar Tornatore con quattro spot niente male, ma poi l’immunizzazione vera e propria non partiva. Tra la realtà e il broadcasting ci corre tanto, ma non è una buona ragione per maltrattare l’una e ammosciare l’altro.
Sul Venerdì del 10 dicembre 2021