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I criceti siamo noi

Dal Pd ai Cinque Stelle, l’immagine del criceto sulla ruota è stata evocata più volte nel dibattito politico (Getty Images) 

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Teneri, individualisti, spauriti, un po’ ossessivi oltre che soggetti a traffici illegali. Graziosi e batuffolosi, si guardano attorno con occhioni espressivi, sono abilissimi nella manipolazione del cibo grazie a comode e capienti tasche guanciali, emettono squittii ultrasonici, ma può succedere che si divorino fra loro.
Altro che pappagalli, altro che sardine. Gli italiani di questo tempo sono, pardon sembrano, o meglio ancora sembriamo criceti in gabbia che girano, girano, girano sulla ruota d’ordinanza. Per allenarsi, per scappare ai predatori, come valvola di sfogo e propensione all’inconcludenza, dal Quirinale alla pandemia, dalle questioni di genere allo ius soli, dal caro bollette alla rete unica che non si fa. Ha riconosciuto per due volte Enrico Letta: «Quando leggo le cronache dei giornali mi viene in mente l’immagine dei criceti sulla ruota». Per tre volte almeno, secondo la benemerita banca dati dell’Ansa, la medesima immag…

Teneri, individualisti, spauriti, un po’ ossessivi oltre che soggetti a traffici illegali. Graziosi e batuffolosi, si guardano attorno con occhioni espressivi, sono abilissimi nella manipolazione del cibo grazie a comode e capienti tasche guanciali, emettono squittii ultrasonici, ma può succedere che si divorino fra loro.
Altro che pappagalli, altro che sardine. Gli italiani di questo tempo sono, pardon sembrano, o meglio ancora sembriamo criceti in gabbia che girano, girano, girano sulla ruota d’ordinanza. Per allenarsi, per scappare ai predatori, come valvola di sfogo e propensione all’inconcludenza, dal Quirinale alla pandemia, dalle questioni di genere allo ius soli, dal caro bollette alla rete unica che non si fa. Ha riconosciuto per due volte Enrico Letta: «Quando leggo le cronache dei giornali mi viene in mente l’immagine dei criceti sulla ruota». Per tre volte almeno, secondo la benemerita banca dati dell’Ansa, la medesima immagine è entrata nelle polemiche intestine dei Cinque Stelle, «esco dalla ruota» dice uno, «rivendico il diritto a non correre sulla ruota» proclama un’altra, i dissidenti hanno creato una canzoncina: «I grillini sono molto discreti, ma hanno molti segreti, sono criceti», trallallà.
Per totemismo s’intende un particolare legame tra esseri umani e specie animali per cui, grosso modo, il connubio finisce per esprimere un’identità collettiva. Se la ruota è una giostra, anche la vita pubblica assomiglia oggi a un girotondo nevrotico, senza passato e senza futuro. Così nell’era del Criceto, a scorrere gli archivi fotografici, non sembra strano vedere piccoli roditori che suonano, ballano, dipingono, rispondono al telefono, fanno la spesa con il carrello, sventolano bandiere, sollevano pesi o danno pugni al punching ball.
Allo stesso modo, nel web è fiorita l’amena leggenda che siano proprio dei criceti impegnati nella ruota a far funzionare i server, anche se ogni tanto entrano in sciopero; mentre sui social, luogo privilegiato del primitivismo tecnologico, s’incontrano pagine e pagine intitolate a questi spiriti guardiani: “criceti infiniti”, “criceti ciccioni”, “criceti in carriera”, “alla riscossa”, “affamati”, “esplosi”, “fango”, “stellari”, “in fuga”, “fattoni” addirittura. Utile aggiungere che anche i veri criceti prendono il Covid, ma attraverso di loro si sperimentano super anticorpi e antivirali che dirottano il virus. Manga, cartoni animati e videogiochi completano il quadro insieme con l’inno al criceto Hamtaro by Cristina D’Avena:
«Sono piccolissimi, simpaticissimi/ tutto il giorno corrono e si rincorrono». Quando ci saremo stufati dei criceti, come prossimo totem si potrebbe adottare il cane che si morde la coda.

Sul Venerdì del 14 gennaio 2022