Davvero la vita è come una ruota che gira. L’eventualità che a volte si tratti di una ruota panoramica le assegna quel tanto di poesia che l’esaltante e malinconico saliscendi non negano ad alcun essere vivente. Ma a volte nella circolarità dell’umana esistenza si incontrano delle storie speciali, così come delle foto speciali che in certi momenti – non sempre, purtroppo – trasmettono anch’esse poesia, e anche un po’ di speranza. Questa che si vede qui sotto sembra venuta così, senza troppi calcoli o nevrosi di confezione; forse non è nemmeno una foto, ma il fermo immagine di un video che raffigura i primi passi di un uomo, di un ragazzo, Michel Roccati (30), che quattro anni fa, dopo un terribile incidente in moto, ha avuto la schiena spezzata in più punti e addio colonna vertebrale;il midollo leso non rispondeva più agli impulsi del cervello e insomma Michel era condannato a stare fermo per sempre, così gli avevano detto: che non c’era niente da fare se non rassegnarsi. Ora, in questi casi c’è da mettere in conto tutta una facile retorica sdolcinatella, podcast, libri e programmi televisivi di pronto consumo su quelli che non si arrendono e su quelli che si rialzano; però a volte vale la pena di mettere da parte il proprio scetticismo e, mentre la ruota panoramica scende, rivolgere un pensierino ai progressi della scienza e della tecnologia. Anche su questo c’è da attraversare la classica piena di enfasi a proposito delle magnifiche sorti della Realtà Aumentata, dell’Intelligenza Artificiale, dell’uso della Terza Dimensione e adesso pure dell’incombente MetaVerso. Di solito si diffida colpevolmente di individui che indossano speciali caschi, visori e guantoni e il sospetto, anch’esso stupido e malevolo, è che il tutto si riduca a un mega super videogioco, quando non si tratta di applicazioni militari attraverso cui il progresso consiste nell’uccidere il meglio possibile i nemici senza sporcarsi le mani. Qui invece la scienza e la tecnologia si combinano all’umanità; e se Michel, contro ogni sentenza, non solo sta in piedi ma si muove anche, sia pure ancora piano piano, a scatti e in via cautelare appoggiandosi al suo trabiccolo, è grazie ad elettrodi che i medici-inventori del Policlinico di Losanna gli hanno impiantato nella schiena con la funzione di ripristinare gli impulsi perduti e modulare l’attività dei neuroni. Dopo di che, con l’allenamento, potrà camminare per un chilometro, nuotare, fare la cyclette. Eccolo dunque, imbacuccato e concentratissimo su quella che sembra una terrazza. La sua figura si staglia con energia nel cielo grigio di Losanna, dove la ruota panoramica al suo fianco è il segno che dilata la visione, allarga il campo delle possibilità, indica che la salvezza è verso l’alto. Sul Venerdì del 18 febbraio 2022