✕

Imbarazzo da brividi

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

Senza particolare accanimento si è cercato nel mare magnum degli archivi visuali qualche personaggio famoso che abbia cantato Brividi, la canzone che ha vinto a Sanremo. Purtroppo ancora niente, ma prima o poi qualche Vip si metterà alla prova facendo una pessima figura. Le tv e la rete sono affollate di strazianti esibizioni perché non c’è nulla che metta più a disagio che vedere e ascoltare chi stona. I Mastellas e Nunzia De Girolamo su Rai1, per restare alle ultime settimane; Conte all’Arena di Giletti, pure stigmatizzato da Meloni, anch’essa mediocre ma pervicace canterina; tra radio e social c’è da tempo un crudele specialista, Dejan Cetnikovic, in arte Karaoke reporter, che va a pesca di personaggi, li arpiona per la strada, gli mette delle cuffie sulle orecchie e li convince a steccare brani conosciuti da tutti mentre lui fa finta di accompagnarli gongolando davanti alla telecamera. Chi poi guarda il video di sol…

Senza particolare accanimento si è cercato nel mare magnum degli archivi visuali qualche personaggio famoso che abbia cantato Brividi, la canzone che ha vinto a Sanremo. Purtroppo ancora niente, ma prima o poi qualche Vip si metterà alla prova facendo una pessima figura. Le tv e la rete sono affollate di strazianti esibizioni perché non c’è nulla che metta più a disagio che vedere e ascoltare chi stona. I Mastellas e Nunzia De Girolamo su Rai1, per restare alle ultime settimane; Conte all’Arena di Giletti, pure stigmatizzato da Meloni, anch’essa mediocre ma pervicace canterina; tra radio e social c’è da tempo un crudele specialista, Dejan Cetnikovic, in arte Karaoke reporter, che va a pesca di personaggi, li arpiona per la strada, gli mette delle cuffie sulle orecchie e li convince a steccare brani conosciuti da tutti mentre lui fa finta di accompagnarli gongolando davanti alla telecamera. Chi poi guarda il video di solito ride, ma spesso è un modo per non mettersi le mani sugli occhi, seppur sbirciando fra le dita come il signore della foto qui accanto. È a Dejan che si farebbe appello per insistere con Brividi, non solo in quanto brano particolarmente difficile col suo ritornello in falsetto, ma perché in piena coincidenza con la vittoria di Mahmoud e Blanco il dio delle brutte figure ha fatto uscire un piccolo e illuminante libro, Tradire i sentimenti (Einaudi, pp. 156, euro 12) che l’antropologo Franco La Cecla ha dedicato all’imbarazzo, di cui proprio i brividi sono uno degli irrefrenabili sintomi fisici, insieme individuali e collettivi. Gli altri sono il rossore, l’impappinamento, la sudorazione, le lacrime, l’intimo malessere che si prova dinanzi ai doni e ai complimenti o quel senso di impaccio avvertito durante gli interminabili viaggi in ascensore con degli estranei, ma un po’ anche da soli guardandosi negli specchi fuori casa. Impalpabile, ma incontenibile, sottile però visibile, l’imbarazzo è il re clandestino del palcoscenico sociale e il quotidiano rivelatore della parte nascosta di se stessi, quindi “emergenza costante della vita reale”.

Con l’aiuto di tribù di Paesi lontanissimi, Melanesia, Nuova Guinea Papua, Borneo, La Cecla offre una chiave, finalmente non pigra né ideologica, per interpretare il presente e qualche barlume di futuro. Attraverso l’imbarazzo, quasi senza menzionarli, si arriva a capire la macchina moraleggiante dei social, l’euforia e il dolore telecomandati della tv, lo scontro vax e no-vax, la questione del gender e perfino il ghosting e i turbamenti sentimentali dei Millennials. Si parla ovviamente anche di sfrontati, sfacciati, facce toste e di bronzo, ma finché ci fanno rabbrividire quando storpiano le canzonette, tutto sommato, si può stare tranquilli.

Sul Venerdì del 25 febbraio 2022