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Il garrito del Gabbiano

Franco Gioia (a sinistra) e Duracell, due cantanti di strada palermitani 

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Povero Gabbiano, hai perduto la compagna... Fra i misteri più o meno gloriosi della rete c’è come nascono e perché, secondo arcane frequenze, si diffondono i tormentoni virali. L’ultima allegra fissazione è un verso strappalacrime, espresso in forma di gorgheggio e tratto da una canzone neomelodica dal titolo Tu comm’a me che un cantante catanese, Gianni Celeste, lanciò con un successo limitato ai fan del genere nell’ormai remoto 1988. Bene, l’altro giorno il “Povero Gabbiano” è entrato nella classifica “Viral 50 Italy” di Spotify e da tempo troneggia sui social in una fantasmagoria di varianti, invenzioni, integrazioni e adattamenti creativi, quindi disegni, foto, video, meme, manga, videogiochi, magliette, cartelli, striscioni, gattini con gli occhi lucidi, tipi che vanno in bicicletta simulando il battito di ali, perfino un manifesto funebre in cui il volatile piange la “compagna G…

Povero Gabbiano, hai perduto la compagna... Fra i misteri più o meno gloriosi della rete c’è come nascono e perché, secondo arcane frequenze, si diffondono i tormentoni virali. L’ultima allegra fissazione è un verso strappalacrime, espresso in forma di gorgheggio e tratto da una canzone neomelodica dal titolo Tu comm’a me che un cantante catanese, Gianni Celeste, lanciò con un successo limitato ai fan del genere nell’ormai remoto 1988. Bene, l’altro giorno il “Povero Gabbiano” è entrato nella classifica “Viral 50 Italy” di Spotify e da tempo troneggia sui social in una fantasmagoria di varianti, invenzioni, integrazioni e adattamenti creativi, quindi disegni, foto, video, meme, manga, videogiochi, magliette, cartelli, striscioni, gattini con gli occhi lucidi, tipi che vanno in bicicletta simulando il battito di ali, perfino un manifesto funebre in cui il volatile piange la “compagna Gabbiana”.

Solo su Instagram, tra nomi di pagine e di utenti, official e challenge, si sono contati una cinquantina di profili sul Gabbiano e la relativa compagna, la cui triste sorte, pure abbinata al caro bollette, viene fatta cantare a Uomini e donne, a Salvini, ai concorrenti del GF Vip, a Eros Ramazzotti nello show-reunion con Hunziker e chissà a quanti altri. Varrà la pena di chiarire il prima possibile che nessuno è in grado di spiegare perché tutto ciò accada. Come per la moda o la finanza, ma in fondo per molte sorprese della vita, le cose si capiscono – e forse mai del tutto – solo quando gli esseri umani se le lasciano alle spalle. Ma sul momento sembra sia proprio l’insensatezza del tormentone a spingerle verso il parossismo condiviso, per quanto ci si sforzi di penetrarne il segreto con ipotesi del più strambo genere.  Forse quel vocalizzo ce l’avevamo già tutti dentro e riscappa fuori come un incantesimo contagioso. Forse il verso del Gabbiano tocca, nella solitudine della vedovanza, qualcosa di profondo e invano rimosso. Forse è la residua potenza del melodramma che si ripropone in pillole digitali. Forse è che le città sono piene di maledetti gabbiani, e quindi ben gli sta. Fra le varie congetture, la più elementare è che il successo dipenda dalla coppia di ipnotici cantanti di strada palermitani, Duracell e Franco Gioia, che hanno restituito fulgore al Gabbiano. Franco, a sinistra nella foto, ha una bellissima voce, una formidabile risata a risucchio e intercala il dialetto con rimasticature in inglese; mentre il mitico Duracell accompagna il tutto con maestosi fischi. Eppure il loro successo è a sua volta dovuto a una acuta pagina pugliese, Mimmo Modem, inesauribile fonte e formidabile officina di tormentoni, e tutto allora torna più misterioso, insieme magico e tecnologico, evoluto e perenne.

Sul Venerdì del 4 marzo 2022